Attualità
1 Giugno 2016
Con l'entrata in funzione del 'ground flare', verranno disattivate le vecchie torce di sicurezza

Basell, un nuovo impianto di sicurezza al petrolchimico

di Ruggero Veronese | 3 min

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4c25ad7d-3c6e-4562-b350-719c29a90001Un nuovo sistema di sicurezza negli impianti LyondellBasell del petrolchimico di Ferrara, in grado di ottimizzare lo smaltimento dei gas in caso di blocco degli impianti e di ridurre perdite economiche e impatto ambientale. Questa la novità presentata a stampa e istituzioni cittadine dai vertici ferraresi della multinazionale, che nelle prossime settimane metteranno in funzione il nuovo sistema, il cui progetto è partito nel 2010 e arrivato ora in porto dopo un investimento da 10 milioni di euro.

Si tratta di un sistema ‘ground flare’, ovvero una torcia di sicurezza non a sviluppo verticale (come le normali ciminiere), ma composta da circa 630 bruciatori fissati a terra e collegati agli impianti di produzione attraverso un sistema di tubature sotterranee: in caso di blocco di uno dei siti Basell, tutte le sostanze presenti nell’impianto vengono convogliate all’interno del ground flare e bruciate in modo da rilasciare nell’atmosfera vapore e anidride carbonica. Rispetto alle due torce verticali (‘stack flare’) utilizzate in questi anni, il nuovo sito ha anche un sistema di aspirazione dell’aria più efficace che consente una combustione più completa e riduce quindi il rilascio nell’atmosfera di sostanze ‘incombuste’ (e nocive). I due vecchi sistemi di sicurezza non verranno smantellati, ma saranno isolati dagli impianti produttivi e resteranno disponibili in caso di necessità, ad esempio in caso di manutenzione del nuovo impianto.

A illustrare i dettagli tecnici dell’operazione è l’ingegnere Gianluca Gori, secondo cui “pur avendo un sistema di sicurezza di processo regolarmente autorizzato da decreto ministeriale, l’azienda ha scelto volontariamente di sostituirlo, investendo su una nuova Ground Flare per ridurre l’impatto legato alla visibilità così come al rumore”. Un modo secondo Gori “di rispettare la politica che LyondellBasell si è data nella sua ‘mission’: essere un vicino responsabile rispetto ai territori dove siamo insediati”. Il nuovo sistema di sicurezza è situato nella zona centrale del petrolchimico e anche in caso di attivazione non sarà direttamente visibile dall’esterno: le comunicazioni di eventuali blocchi o guasti agli impianti Basell spetteranno al consorzio Ifm Ferrara, che raduna tutte le imprese insediate al petrolchimico.

All’incontro hanno partecipato numerose autorità e istituzioni ferraresi, in particolare quelli direttamente interessati al tema della sicurezza al petrolchimico come l’assessore alle attività produttive Caterina Ferri e i rappresentanti di Arpa e vigili del fuoco. Tra i dati più significativi resi pubblici da LyondellBasell vi è il costante calo delle attivazioni dei sistemi di sicurezza: dalle 916 tonnellate di gas bruciate nel 2012 si è scesi a 434 e 487 nei due anni successivi, a 218 nel 2015 e anche nel 2016 il trend positivo sembra continuare, con sole 50 tonnellate di gas sottratto alla produzione e perduto a causa di problemi negli impianti. Ogni tonnellata costa all’azienda un migliaio di euro. “Il nuovo impianto- afferma Gori –  ci consente di ridurre sia la quantità di gas perso che le possibilità di riscontrare problemi, quindi rappresenta un vantaggio sia per l’azienda che per il territorio”.

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