Attualità
20 Maggio 2016
Sciopero contro la legge 107. "Senza il personale Ata si rischia di non garantire l'apertura degli istituti"

Docenti in rivolta davanti alla prefettura: “Siamo con l’acqua alla gola”

di Elisa Fornasini | 3 min

Leggi anche

Sorpresa a rubare all’Iper Tosano. Arrestata una donna

Tentato furto all'Iper Tosano. È accaduto durante la serata di martedì 10 febbraio, quando una 30enne era stata notata dai dipendenti del supermercato, mentre si aggirava con fare sospetto all’interno dell'esercizio commerciale

Evade dai domiciliari e fugge in auto ubriaco. Fa un incidente e viene arrestato

Fugge dai domiciliari in auto, ma è ubriaco. Quindi fa un incidente e, una volta rintracciato dai carabinieri, tenta la fuga. Serata movimentata quella di lunedì 9 febbraio, quando un 38enne di nazionalità straniera è stato arrestato dai militari del 112 per evasione e denunciato per guida in stato di ebbrezza

La legge 107 è un “attacco alla libertà di insegnamento” che rischia di “minare la libertà di studio degli studenti”. Il mondo scolastico non si arrende alla Buona Scuola e venerdì mattina è sceso nelle piazze di tutta Italia per lo sciopero nazionale proclamato da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal.

La mobilitazione ha coinvolto anche docenti e personale Ata di Ferrara che, insieme al personale delle università, enti di ricerca e Afam, hanno protestato davanti alla prefettura in corso Ercole I d’Este. Prima dell’incontro con il prefetto Michele Tortora, una cinquantina di manifestanti ha fatto sentire le proprie ragioni e spiegato le motivazioni che hanno portato al presidio.

Innanzitutto i lavoratori chiedono il rinnovo del contratto fermo da 7 anni, “con una perdita di salario stimata sui 220 euro al mese” fa sapere Hania Cattani, segretaria generale della Flc Cgil e insegnante di scuola primaria che, conoscendo bene le difficoltà dei suoi colleghi, fa emergere il “quantitativo di lavoro sommerso che svolgiamo quotidianamente a casa”. Si tratta della cosiddetta “funzione docente”, un “sovraccarico di incombenze che ci fa superare le 36 ore di lavoro settimanali ma che non viene riconosciuto”.

L’aspetto più contestato riguarda la mancanza di organico. “La legge di stabilità ci ha promesso 150mila assunzioni – ricorda Cattani – ma effettive sono state 30mila, troppo poco rispetto al fabbisogno che c’è dopo anni di tagli al personale. È stato solo uno specchietto per le allodole e noi ora ci troviamo con l’acqua alla gola: ci serve assolutamente la stabilizzazione dei precari”.

Il bisogno di ampliare il personale non riguarda solo i docenti ma anche il personale amministrativo tecnico e ausiliario (Ata), “trascurato a tal punto che si fa fatica a garantire l’apertura di alcune scuole la mattina”. Tra tagli e l’impossibilità di sostituzione in caso di malattia, infatti, “si mette a rischio la stessa apertura degli istituti”.

Una situazione non più accettabile anche nell’università che vive la stessa “mortificazione di risorse” che si ripercuote sugli studenti: “Dal 2008 al 2014 abbiamo perso 100mila studenti, quasi un quinto degli immatricolati prima della crisi” fa sapere Egidio Grassi, impiegato all’interno di Unife e della segreteria Flc. Il punto più sentito è però la “stabilizzazione dei ricercatori” che vive “una situazione di enorme precariato nonostante la rilevanza delle loro attività”.

“La legge 107 è nefasta: la scuola deve essere libera e indipendente come quella pensata dai nostri costituenti – commenta Paolo Accardo, segretario Uil Scuola -. L’impostazione autoritaria secondo cui il preside può nominare i docenti e decidere i bonus sta peggiorando il clima delle relazioni tra docenti, dirigenti, famiglie e alunni”. “Chiediamo di dare dignità alla scuola pubblica” conclude Alessandra Zangheratti, segretaria generale della Cisl Scuola.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com