Attualità
20 Maggio 2016
I contributi regionali finanzieranno nuovi cantieri a Casa Pico Cavalieri, palazzo Prosperi, chiesa di San Carlo e San Nicolò

Ricostruzione post sisma, in arrivo altri 6 milioni

di Elisa Fornasini | 4 min

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OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl 2016 è uno degli anni più delicati per la ricostruzione post sisma perché si passa dalla cantierizzazione e dalla gestione delle emergenze alla fase successiva, caratterizzata da una serie di interventi visibili per la resa complessiva. Lo dicono il sindaco Tiziano Tagliani e l’assessore Aldo Modonesi all’incontro di questa mattina in sala giunta per fare il punto della situazione a quattro anni dal sisma.

L’obiettivo è la progressiva uscita di Ferrara dal cratere prevista, stando alle stime offerte dall’amministrazione, tra circa un anno e mezzo. Nel biennio 2016-2017 sono infatti in programma l’approvazione dei 14 progetti ancora in standby (e conseguente messa in appalto di almeno il 50% dei lavori), la chiusura delle autorizzazioni Mude (per l’edilizia privata) e Sfinge (per le imprese) e l’avvio del nuovo piano investimenti da 6 milioni di euro per nuovi cantieri, con il fine di mandarli in gara entro l’anno.

Questi 6 milioni di euro, interamente derivati da contributi regionali, verranno suddivisi in nove interventi sui monumenti pubblici della città: le risorse più consistenti andranno all’ippodromo (1,3 milioni), Casa Pico Cavalieri (1 milione) e palazzo Prosperi (sempre 1 milione). Verranno finanziati cantieri anche alla chiesa di San Carlo (0,7 milioni) e chiesa San Nicolò (0,5 milioni). Altri 0,4 milioni andranno al municipio per il secondo lotto dei lavori, alla cappella Revedin e alla loggia degli Aranci della palazzina Marfisa d’Este. Ultimo intervento, per 0,3 milioni di euro, sulla facciata dell’ex scuola Calcagnini nella omonima via.

Prima di pensare agli impegni futuri, però, “è doveroso – commenta il primo cittadino – restituire ai cittadini lo sforzo che l’amministrazione sta facendo per risolvere il problema della ricostruzione nei sue due grandi polmoni: edilizia privata (Mude) e quella pubblica (parte monumentale)”.

Il totale degli interventi diretti o indiretti del Comune di Ferrara ammonta a 89,7 milioni, “gran parte dei quali già realizzati ed erogati” specifica l’assessore ai Lavori Pubblici. In realtà l’importo dei lavori già realizzati ammonta a 12 milioni; gli altri cospicui interventi sono stati rivolti a Mude (37,1), piano opere pubbliche (32,1), Erp (4,3) e Coc Accoglienza (3,4).

Ma andiamo con ordine. Il grosso dei 12 milioni degli interventi realizzati nei primi tre anni (di cui 5,2 finanziati con i rimborsi assicurativi) se ne è andato per l’edilizia scolastica (6,7 milioni totali) per la riapertura di 30 scuole e 5 palestre inagibili (3,3 milioni), la riqualificazione della primaria Mosti (1,53 milioni) e la costruzione della nuova materna Aquilone (1,85 milioni). Concluso il ‘programma municipi’ (703mila euro) con il recupero di palazzo municipale e riorganizzazione delle sedi comunali inagibili.

Capitolo delicato per il Coc Accoglienza, finanziato con 3,38 milioni, che ha ospitato 1330 persone, ovvero “l’1%° della popolazione ferrarese che si è ritrovata senza un tetto sopra la propria testa” dichiara l’assessore Modonesi. Ad oggi “ci sono ancora 65 persone fuori dagli alloggi Acer inagibili, in fase di recupero, accolti dal Cas e dal Piano Casa”. Sempre rimanendo nel tema di edilizia residenziale pubblica, sono stati effettuati interventi su 361 alloggi inagibili (su un totale di 407 nei comuni ferraresi) per complessivi 4.309.750 euro.

I dati sull’edilizia privata Mude sono stati snocciolati dall’assessora Roberta Fusari: sono state accettate 430 richieste e firmati 381 decreti di contributo per un totale di quasi 38 milioni di euro. I lavori conclusi sono 276 (pari al 64,2%), si stima che ci vorranno altri 10 mesi per completare la ricostruzione ‘leggera’ e ben 74 mesi per quella ‘pesante’. Questo perché nei primi tre anni è stata data la priorità agli interventi più lievi e, ora, è il momento dei cantieri più lunghi e costosi, per cui la previsione finale dei costi si aggira intorno ai 60 milioni.

Arriva a 32,1 milioni, invece, il totale degli interventi delle opere pubbliche e dei beni monumentali, finanziato con contributi regionali (21,5 milioni), rimborsi assicurativi (10,1 milioni) ed sms di solidarietà (0,5 milioni) . Lo stato di attuazione ad oggi, vede 40 interventi con il Comune di Ferrara come stazione appaltante, 32 interventi sopra i 50mila euro, 13 lavori in corso o completati, 4 gare in corso di aggiudicazione, 9 nuovi decreti di assegnazione, 8 esecutivi e 6 alla fase esecutiva.

Attualmente in gara in aggiudicazione il recupero di palazzo Massari e palazzo Cavalieri di Malta (2,6 milioni), Certosa (1,95 milioni), ex Mof (1,1 milioni) e Casa Niccolini (1,2 milioni); questi ultimi due appalti sono in fase di consegna ed entro i primi di giugno si andrà a cantiere. In assegnazione palazzo Schifanoia (2,9 milioni), palazzo dei Diamanti (2,5 milioni), Porta Paola (1 milione), San Cristoforo alla Certosa (1,2 milioni),  ex linificio Toselli sede servizi tecnici del Comune (1,8 milioni), procura (0,4 milioni), scuola primaria Guarini (0,4 milioni) e l’ex sede della circoscrizione in via Bologna (90mila euro).

“Chiudere gli interventi legati al sisma e mettersi nelle condizioni di uscire dal cratere è il segno migliore della qualità e quantità del nostro lavoro: questa città di fronte ad eventi eccezionali di questo tipo riesce a tirare fuori il meglio di sé, pecchiamo sull’ordinario mentre sullo straordinario siamo bravissimi – ironizza Modonesi -. In questi quattro anni non ci siamo risparmiati, abbiamo messo in piedi un grande lavoro di collaborazione e imparato il meglio delle esperienze precedenti”. “Non si possono comparare i sisma ma il processo di gestione del terremoto – specifica Tagliani -, quando la gestione è rimasta a livello locale è stata massima, come da noi”.

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