Grattacielo. Calvano: “Ora basta, si risponda alle famiglie”
Il capogruppo del Pd in Regione interviene sulla decisione del Tar di Bologna nei confronti del Comune di Ferrara: "Questo dice quanto sia grave l'inerzia dell'Amministrazione"
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Sei anni e due mesi di reclusione. A tanto è stato condannato un uomo di 41 anni finito a processo con l'accusa duplice di violenza sessuale aggravata continuata e stalking nei confronti della ex compagna
"Fuori l'islamismo dalle scuole. Scegli da che parte stare". È questo lo slogan comparso sui manifesti di Azione Studentesca affissi davanti alle scuole di Ferrara, tra cui i licei Roiti e Ariosto
Poli e Lanzoni (Coalizione Civica) chiedono una politica della casa fondata su trasparenza, tempi certi e tutela delle persone sgomberate
Ha riconosciuto senza esitazioni i due giovani che, secondo l’accusa, lo avrebbero aggredito mentre si trovava a ballare in una discoteca di Voghiera. È quanto ha riferito in aula la persona offesa, un 24enne di nazionalità albanese, nel procedimento che vede imputati due suoi connazionali, oggi di 23 e 22 anni, accusati in concorso di lesioni aggravate
Minacce alla dirigente della Cassa Depositi e Prestiti? “Assolutamente falso”. Precedenti penali da chiarire? “Non c’è alcun legame con quello che sostiene Tagliani, anzi se dice che sono pregiudicato lo potrei querelare”. Non si sottrae alle domande il responsabile sicurezza e immigrazione Nicola Lodi, contattato da Estense.com per replicare alle accuse che compaiono nell’esposto a suo carico firmato dal sindaco e depositato in procura per sollecitare la magistratura a valutare le ipotesi di violenza e minaccia a un corpo amministrativo.
Due in particolare, almeno in questa prima fase, i punti da chiarire: le accuse di aver esercitato pressioni su Paola Delmonte, responsabile social housing di Cdp, che le avrebbe poi riferite al sindaco ferrarese, e la definizione di “pregiudicato” attribuita a Lodi, che se confermata non rappresenterebbe il miglior biglietto da visita per il responsabile sicurezza e immigrazione della Lega Nord.
“Non ho assolutamente minacciato la Cassa Depositi e Prestiti – replica l’esponente del Carroccio -, anzi chiedo ufficialmente che la Cdp supporti queste dichiarazioni con delle carte. Per ottenere l’incontro ho mandato una mail e poi sono stato ricontattato. È vero che la Lega Nord voleva organizzare un sit-in, non una manifestazione, davanti alle sedi della Cassa Depositi e Prestiti sia a Roma che a Milano e sono anche in possesso di regolare documentazione della Digos di Milano che aveva espresso parere favorevole”.
Ripercorrendo i propri contatti con la Cdp, Lodi afferma che “non c’è mai stata alcuna minaccia per avere un appuntamento, perchè la Cassa Depositi e Prestiti, una volta ricevuta la mia mail, poteva darmi spiegazioni anche senza un incontro dal vivo, che io in quella prima mail non avevo richiesto. Credo che sia una vicenda un po’ intricata e che questo sia un esposto anomalo, perché se Tagliani fosse stato così sicuro di queste minacce avrebbe sporto una querela. Proprio oggi (ieri, ndr) abbiamo ricevuto nuova documentazione sul Palaspecchi che ho mandato alla Cdp, sia ai diversi uffici che alla Delmonte e al cda. In questi giorni produrremo anche una interrogazione parlamentare su questo tema”.
Passando poi alla definizione di ‘pregiudicato’ presente nell’esposto, Lodi non conferma né smentisce e critica Tagliani per averlo specificato nell’atto: “Non c’è alcun legame con quello che sostiene Tagliani, anzi se dice che sono pregiudicato potrei querelarlo. Non accetto questo tipo di manifestazioni: so che Tagliani è abituato ad attaccare sul piano personale ma io lo respingo fortemente, anche perché personalmente non ho mai chiesto a Tagliani cosa faceva prima di entrare in politica. Credo che quando un politico attacca sul piano personale abbiamo toccato il fondo. Possiamo contestare i modi, le azioni e tutto il resto, ma ho già detto una volta a Tagliani che se vuole un incontro pubblico sulla mia persona possiamo parlarne tranquillamente”. La sfida è lanciata: ora sta al sindaco raccoglierla. Di sicuro, per chiarire tutta questa intricata vicenda, un confronto diretto tra i due sarebbe ben gradito da molti.
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