
I vigili del fuoco ferraresi con il prefetto Michele Tortora
Trecento euro in meno al mese rispetto agli agenti degli altri corpi dello Stato, carenza di personale e nessun riconoscimento pensionistico per i servizi operativi. Sono questi problemi dei vigili del fuoco denunciati dal sindacato Conapo, che questa mattina ha organizzato sit-in davanti alle prefetture di tutta Italia per chiedere l’equiparazione con le altre forze di polizia civili.
A spiegare le ragioni della protesta è il segretario ferrarese del Conapo, Paolo Franzoso, anche se per chiarire lo scenario basta semplicemente osservare i dati: 300 euro netti in meno di stipendio mensile rispetto agli altri corpi, un’età media di circa 48 anni e 3mila posizioni scoperte per raggiungere l’organico di 30mila posti. Il tutto, come premesso, senza riconoscimenti pensionistici per i servizi operativi. Nel comando di Ferrara i vigili del fuoco sono solo una decina, rispetto ai 29 dei primi anni ‘2000, equipaggiati con un’autoscala di 50 anni fa e con mezzi che in alcuni casi hanno superato i 300mila chilometri.
“I governi ci chiedono aiuto quando ci sono le emergenze – afferma Franzoso prima di entrare in prefettura -, ma una volta terminate quelle, siamo considerati una forza di serie B o C. Oggi consegneremo al prefetto la documentazione sulla nostra vicenda e chiederemo l’equiparazione con le altre forze”.
Ed è quasi paradossale notare come, secondo le ricerche Istat, i vigili del fuoco siano da tempo primi nelle classifiche di gradimento tra le forza di polizia stilate dall’Istat.”Chiedere parità di trattamento non è avanzare pretese di privilegi – affermano i vigili del fuoco -. Siamo fermamente convinti che oggi le risorse finanziarie occorrenti si possono trovare senza ‘mettere le mani in tasca agli italiani’, mediante forme che taglino i veri sprechi della cosa pubblica e non gli apparati di sicurezza”.
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