Eventi e cultura
18 Maggio 2016
La Pasqua 'bassa' non mina le presenze in città che crescono ancora. 'L'Arte per l'arte' si rinnova con Previati e Mentessi

Maisto: “Turismo su anche ad aprile”

di Daniele Oppo | 3 min

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pasqua turisti 5“Non ce lo aspettavamo perché Pasqua quest’anno è stata a marzo, ma ad aprile abbiamo fatto segnare un’altro 8-10% in più di presenze turistiche a Ferrara”. Ad annunciarlo è il vicesindaco e assessore a Cultura e Turismo Massimo Maisto, durante la commissione consiliare indetta per parlare del nuovo regolamento per la gestione del Castello Estense.

Cifre che vanno a sommarsi al buon risultato ottenuto a marzo (+26%) rispetto allo scorso anno (e questa volta la Pasqua ‘bassa’ ha molto probabilmente influito) e all’andamento che piano piano vede una ripresa delle presenze in città dopo gli anni bui del post terremoto. “Le presenze – precisa però Maisto – vedono un aumento degli italiani e un calo degli stranieri”, e anche questo è un dato che sta diventando quasi una costante e su cui probabilmente continuare a lavorare per invertire la tendenza.

Ma nel complesso sono numeri positivi, trainati certamente dal successo della mostra su De Chirico a Palazzo Diamanti, ma anche dalla riscoperta del Castello Estense come spazio d’arte. “I 150mila visitatori dello scorso anno sono un record da almeno 15 anni a questa parte – afferma Maisto – con un forte aumento sul 2014 che con 120mila visitatori fu un altro record. E negli anni prima del terremoto si era sempre andati sotto i 100mila visitatori”.

Evidente il merito della mostra “L’arte per l’arte” su Boldini e de Pisis che quest’anno, a giugno, si rinnoverà: “Rilanciamo ‘L’arte per l’arte’ – afferma il vicesindaco – con opere di Previati e Mentessi e qualche opera di de Pisis e Boldini”. L’inaugurazione, questa volta un po’ più in sordina, sarà il 14 giugno, dalle 21 alle 23, gratuita e – secondo quanto si è appreso – senza inviti ufficiali.

La mostra – promossa dal Comune, organizzata da Ferrara Arte e Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea e curata da Chiara Vorrasi – aprirà ufficialmente dal 15 giugno e vedrà la presenza anche di altri artisti attivi tra Otto e Novecento.

L’edizione 2016 dell’Arte per l’arte si apre con uno scorcio sull’arte italiana tra Ottocento e Novecento, focalizzando l’attenzione sul contributo degli artisti ferraresi. Nelle sale fastosamente decorate dell’appartamento di rappresentanza al piano nobile del Castello Estense si svilupperà un nuovo allestimento che presenta un breve ma interessante viaggio tra alcuni dei diversi orientamenti che, sul finire dell’Ottocento, fecero a gara per rinnovare i convenzionali linguaggi dell’arte: dalle poetiche del vero all’arte di idee, dalla pittura di macchia al divisionismo, dalla rappresentazione della vita moderna alle suggestioni decorative del Liberty. Tra i protagonisti vi sono artisti ferraresi attivi sulla scena italiana, come Giuseppe Mentessi, Alberto Pisa o Arrigo Minerbi, e, accanto ad essi, figure di statura internazionale quali Giovanni Boldini, celebrato ritrattista della Belle Epoque, e Gaetano Previati, che fu interprete del divisionismo e della vague simbolista. L’ordinamento si sviluppa per sale tematiche che richiamano i motivi portanti delle ricerche a cavallo tra Otto e Novecento: il ritratto moderno e i suoi nuovi codici, i temi storico-allegorici e la dimensione monumentale e decorativa, i nuovi soggetti della modernità, il paesaggio reale e il paesaggio dell’anima, le tensioni morali e spirituali alla vigilia della grande guerra.

Il percorso prosegue poi nello scrigno dei Camerini di Alfonso I, dove rimane allestita la selezione di capolavori di Filippo De Pisis, che racconta la parabola artistica di un altro talento ferrarese, attivo sul palcoscenico italiano e parigino a partire dagli anni Venti del Novecento. Il ricchissimo fondo ferrarese di opere depisiane, costituito soprattutto grazie all’attività della Fondazione Pianori e al generoso lascito di Manlio e Franca Malabotta, permette di rivisitare tutto il suo percorso creativo. Dalle opere giovanili, da cui traspare la riflessione di De Pisis sull’incontro con De Chirico e la pittura metafisica, ai capolavori del periodo parigino che segnano la nascita di un linguaggio personale, trascrizione pittorica delle brucianti emozioni che la Ville lumière procura al pittore, fino alla produzione successiva al rientro in Italia, esiti estremi nei quali la poesia delle immagini si spoglia fino all’essenziale.

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