Avere una corretta percezione del proprio corpo, sfatando i canoni di bellezza che spesso vengono imposti dai mass media. Questo è lo scopo del concorso “Essere giovani, tra bellezza e salute” promosso dall’Ordine dei Medici di Ferrara in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale e rivolto agli studenti delle scuole medie di Ferrara e provincia.
Il concorso a premi, a cui hanno partecipato cinque classi di cinque istituti del territorio estense, si concluderà mercoledì 20 aprile, alle 10, alla Sala Estense con la cerimonia di esposizione e premiazione degli elaborati realizzati dagli allievi.
Per i nomi dei vincitori si conserva il massimo riservo, è trapelato però che è stato scelto come criterio la multidisciplinarietà, quindi vincerà chi ha utilizzato più livelli multimediali nello stesso progetto, che sia esso un video, un dipinto, un collage o un libro. Verranno comunque premiate tutte le classi con un buono in denaro per l’acquisto di libri.
Madrina dell’evento conclusivo sarà la top model curvy, la 32enne Elisa D’Ospina, da anni impegnata nelle scuole di tutta Italia per sensibilizzare le giovani generazioni sulla necessità di sentirsi bene con il proprio corpo, specialmente sfatando il mito di ‘magrezza uguale bellezza’. Una testimonial che può diventare un modello positivo di riferimento per i ragazzi, specie in una fase della loro crescita in cui sono più facilmente influenzabili.
“Lo scopo di questo concorso multidisciplinare era capire le percezioni dei ragazzi rispetto al rapporto tra bellezza e salute del proprio corpo in una fase che è la porta girevole della crescita” spiega il presidente dell’Ordine dei Medici, Bruno Di Lascio, che rivolge l’interesse “non ai medici ma ai ragazzi che saranno la società del futuro” in modo da “anticipare soluzioni prima che diventino emergenze, come l’insicurezza, i disturbi alimentari e l’uso di droghe”.
Una ‘lezione di vita’ patrocinata dal Comune di Ferrara. “Si tratta di una lodevole iniziativa – dichiara l’assessore all’istruzione Annalisa Felletti – perché i giovani sono estremamente condizionati dagli stereotipi più diffusi legati al corpo, a causa di un canone di bellezza che ci viene restituito dai mass media e che va contrastato. Non riuscire a rispettare questo modello ideale, infatti, provoca dolore e spesso fenomeni legati a una malattia”.
Fare prevenzione anche in termini culturali sembra quindi la soluzione per evitare che si sfoci in problemi sanitari. “Volevamo lanciare il messaggio che la vera bellezza è nella propria individualità – commentano Roberta Musolesi e Lorenzo Ceroni dell’Ufficio Scolastico Territoriale – e i giovanissimi sembrano aver recepito questo insegnamento, tanto che hanno prodotto degli elaborati con cura, impegno e tanta libertà di espressione”.
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