Politica
17 Aprile 2016
Domenica 17 aprile si vota per abrogare una norma sulla durata delle concessioni minerarie offshore entro le 12 miglia

Referendum, 105mila ferraresi chiamati ad esprimersi

di Daniele Oppo | 3 min

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(foto tratta dalla pagina Facebook Italian offshore)

(foto tratta dalla pagina Facebook Italian offshore)

Domenica 17 aprile oltre 105mila cittadini ferraresi (56.463 donne, 49.463 uomini), come tutti gli italiani aventi diritto, sono chiamati al voto per esprimersi su un referendum popolare per l’abrogazione di disposizioni di leggi statali. A questi 105mila cittadini si aggiungono circa 4mila elettori ferraresi attualmente all’estero, che hanno ricevuto dal Ministero dell’Interno il plico per votare per corrispondenza.

I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23.

Le denominazione sintetica, formulata dall’Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte Suprema di Cassazione, in relazione al quesito referendario dichiarato ammissibili, è: “Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?”

Il quesito, espresso in termini forse un po’ meno burocratici, chiede agli elettori se cancellare o meno una porzione dell’articolo 6 della Legge di Stabilità che riguarda la proroga temporale – attualmente stabilita fino alla durata di vita del giacimento – delle concessioni minerarie entro le 12 miglia marine dalla costa. La grande maggioranza di queste riguarda estrazione di gas naturale mentre per una piccola percentuale riguarda il petrolio. Il referendum è stato promosso dalle assemblee di nove Regioni: Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise. L’esito sarà valido solo se andranno a votare il 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto, si deve cioè raggiungere il quorum.

In caso di raggiungimento del quorum e di vittoria dei “Sì” verrà abrogata la modifica normativa introdotta con la Legge di Stabilità e le concessioni non potranno più essere rinnovate una volta scaduta il loro termine originario (generalmente fissato in 30 anni, salvo proroghe successive). Gli effetti non saranno immediati: le prime concessioni più vicine alla scadenza terminerebbero nel 2017, mentre l’ultima arriva fino al 2034.

Se il quorum non dovesse essere raggiunto o, comunque, vincessero i “No” si lascerà tutto così com’è e le compagnie che hanno già ottenuto l’autorizzazione potranno continuare le attività di estrazione di idrocarburi in mare fino a che le risorse minerarie non saranno esaurite.

Il referendum è stato identificato mediaticamente come relativo alle trivellazioni in mare, ma queste sono già vietate entro le 12 miglia marine dalla costa, mentre quelle oltre questa fascia non verranno toccate dal referendum e saranno ancora possibili anche in caso di vittoria di raggiungimento del quorum e di vittoria del “Sì”.

L’Ufficio Elettorale e il Servizio sistemi Informativi Territoriali hanno approntato pagine informative riguardanti tutte le notizie utili sui 159 seggi (+ 8 seggi speciali: luoghi di cura e sezioni ospedaliere e casa circondariale) e le modalità di voto nel nostro territorio (trasferimenti, elettori con difficoltà motorie, aperture straordinarie uffici, numeri utili) e i risultati dello scrutinio in tempo reale a partire dalla chiusura dei seggi.

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