Attualità
6 Aprile 2016
Il ministro: "Rilanciamo il nostro sistema museale che non ha concorrenza nel mondo come importanza delle collezioni e numero di visitatori"

Cultura che crea economia, Franceschini inaugura il Salone del Restauro

di Elisa Fornasini | 3 min

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Il Salone del Restauro, dedicato per 22 edizioni alle tematiche del restauro del patrimonio culturale, amplia il campo di interesse a un altro settore di valore, quello dei musei. Non a caso è stato il ministro dei beni culturali Dario Franceschini ad inaugurare la tre giorni a Ferrara Fiere che da oggi fino al 6 aprile offrirà al pubblico 280 espositori, 130 incontri e 9 eventi e mostre.

“Integrare il settore consolidato del restauro a quello dei musei è una scelta intelligente – annuncia il ministro – perché il rilancio del patrimonio culturale è un asset fondamentale per la crescita culturale, sociale ed economica del Paese. Non solo l’Italia è un paese guida nel restauro, ma ha un sistema museale che non ha concorrenza nel mondo come importanza delle collezioni e numero di visitatori”.

Grandi parole che si accompagnano a grandi numeri. “Il numero di visitatori nei musei statali è passato da 38 a 43 milioni nel 2015, numeri che danno l’idea di una platea enorme di un settore in crescita” spiega Franceschini che, nella sua riforma, ha deciso di “investire nella creazione di un sistema museale innovativo come si aspettano i turisti internazionali”.

Sul binomio cultura-economia punta anche l’assessore regionale Palma Costi con delega alla ricostruzione post-sisma, “ricostruzione guardata in tutto il mondo come esempio di buon governo” aggiunge Franceschini. “Il terremoto ci ha fatto capire quanto sia importante salvaguardare il nostro patrimonio culturale e storico” interviene l’assessore Costi che elogia il Salone come una “bella fiera che proietta Ferrara e il nostro Paese nel mondo e che lancia due sfide colte dalla giunta regionale: investire in cultura e sostenere le imprese culturali e creative”.

Parla invece di “bellezza e competenza” il sindaco Tiziano Tagliani perché il Salone non è solo una “vetrina d’eccellenza per il restauro e i musei” ma anche un “punto di riferimento nel settore formativo” con la speranza che “Ferrara possa diventare un laboratorio di restauro”. Una “sfida già vinta” secondo il presidente di Ferrara Fiere Filippo Parisini, affiancato dal collega di Bologna Franco Boni, secondo i quali “è stata rispettata la promessa di moltiplicare la capacità di attrazione del quartiere fieristico estense e del suo evento clou”.

La 23esima edizione “conta infatti 80 espositori in più e la crescita del 10% degli incontri tecnici giunti a quota 130” specifica l’organizzatore della manifestazione Carlo Amadori, capo progetto di Acropoli, affiancato dai partner di sempre: Marcello Balzani, responsabile del TekneHub e direttore del Diaprem di Unife; Angelo Varni, presidente dell’Istituto Beni Culturali e Alessandro Zanini presidente di Assorestauro. Presenti anche i rettori delle università di Ferrara, Modena e Bologna perché, come spiegato da tutti i relatori durante il taglio del nastro, “il settore dei beni culturali è la frontiera della ricerca scientifica, dell’innovazione continua e dell’occupazione giovanile”.

Per aprirsi non solo agli addetti ai lavori ma anche agli appassionati d’arte o semplici curiosi, per la prima volta l’ingresso al Salone del Restauro sarà gratuito.

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