Economia e Lavoro
5 Aprile 2016
Al via la raccolta firme a sostegno della legge di iniziativa popolare e dei quesiti referendari sui diritti dei lavoratori

Cgil, primo referendum contro la precarietà

di Elisa Fornasini | 3 min

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OLYMPUS DIGITAL CAMERALa Cgil lancia il suo primo referendum contro il Jobs Act. La Carta dei diritti universali del lavoro, una sorta di nuovo statuto dei lavoratori illustrato in questi mesi a un milione e mezzo di iscritti, si trasforma così in una proposta di legge di iniziativa popolare. Dopo che le assemblee hanno approvato, con una maggioranza praticamente bulgara, sia la proposta di legge che i tre quesiti referendari, sabato 9 aprile partirà la raccolta firme.

La mobilitazione, che interesserà anche il territorio estense con banchetti in 24 comuni, è stata presentata martedì mattina dal comitato direttivo della Cgil di Ferrara. A livello locale, la consultazione straordinaria sulla Carta dei diritti universali del lavoro ha coinvolto 22621 iscritti, di questi il 99,50% si è detto favorevole alla proposta di legge e al referendum, in linea con la media nazionale attestata al 98%.

I tre quesiti referendari – che chiedono l’abolizione del lavoro accessorio (voucher), l’attivazione della responsabilità solidale negli appalti e il ripristino del diritto al reintegro in caso di licenziamento ingiustificato – “rendono emblematica la volontà della Cgil di contrastare in maniera efficace la precarietà”.

A parlare è Raffaele Atti, segretario generale Cgil Ferrara, che nel corso della sua analisi ripercorre i punti salienti della Carta dei diritti, “un documento corposo e complesso, composto da 93 articoli destinati a tutto il mondo del lavoro, subordinato e autonomo”. Lo statuto è diviso in tre parti: “Nella prima sono elencati i diritti universali che devono essere posti a capo a tutti i lavoratori, nella seconda si dà attuazione agli articoli 39 e 46 della Costituzione a favore della partecipazione dei lavoratori, nella terza si disciplinano tutti i rapporti di lavoro eliminando le clausole che hanno trasformato la flessibilità in precarietà”.

“Questi principi – prosegue Atti – hanno lo sforzo di ricomporre un profilo di unitarietà dei diritti del lavoro contro la tendenza frammentaria promossa dal Jobs Act”. Con questa proposta, secondo il segretario generale, “la Cgil risponde alle istanze dei lavoratori, che continuano a non trovare un’interlocuzione politica: un deficit di rappresentanza che costringe l’organizzazione sindacale a interloquire con la politica con strumenti del tutto inediti come il referendum. La politica non può rimanere sorda di fronte al forte consenso attorno alle nostre proposte”.

La campagna di raccolta firme partirà sabato in tutta Italia. Nei 25 banchetti ferraresi (in città l’appuntamento è sotto il Volto del Cavallo dalle 9 alle 18) saranno coinvolti 271 militanti della Cgil. La mobilitazione continuerà poi davanti ai luoghi di lavoro e nelle segreterie dei comuni, dove verranno depositati i moduli per la raccolta firme. La campagna si concluderà a fine giugno per la consegna delle firme fissata al 7 luglio.

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