“Ferrara, città morta o silenziosa?”: il potere che non cambia
L'avvocato Fabio Anselmo commenta quanto emerso dall'ultima udienza in tribunale che vede protagonista Nicola "Naomo" Lodi
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Tragedia nel primo pomeriggio di domenica 22 marzo a Bondeno, lungo la strada provinciale che conduce a Scortichino. Un uomo di 34 anni, Alessandro Pancaldi (classe 1991), ha perso la vita in un violento incidente stradale avvenuto a pochi metri dalla propria abitazione
Non ci sta Nicola "Naomo" Lodi e affida ai social una risposta dal tono tutt'altro che dimesso agli ultimi articoli pubblicati da Estense.com
Saranno 264.990 gli elettori ferraresi (406 sezioni) chiamati alle urne per il referendum costituzionale sulla giustizia nelle giornate di domenica 22 e lunedì 23 marzo. In totale, in Emilia-Romagna saranno oltre 3 milioni e 365mila i cittadini che voreranno
Intervento di Sergio Foschi ex Tecnologo di Ricerca (Scientist) della società Dutral spa dopo la bocciatura della maggioranza della mozione sulla riconversione ecologica del Petrolchimico di Ferrara presentata da La Comune
Parlano di problemi di degrado e illegalità i militanti della Lega Nord che, guidati dal responsabile sicurezza e immigrazione Nicola Lodi, si sono recati in spedizione al campo nomadi in via delle Bonifiche – nelle campagne tra la zona pmi e Pontelagoscuro – per chiedere lo sgombero dell’area. Un’area erroneamente indicata dal Carroccio come “campo rom”, anche se in realtà le 12 famiglie che dal 1989 vi risiedono sono tutte italiane e di etnia sinti, e chiedono di non essere strumentalizzati e sacrificati sull’altare dello scontro politico.
Concetti che oggi i residenti – poco dopo aver silenziosamente ‘ospitato’ la delegazione leghista – ci tengono a rimarcare: “Siamo stufi dei politici che vengono a fare propaganda nel nostro campo. Non è vero che siamo rom, non è vero che siamo delinquenti: viviamo qui da quasi 30 anni, il Comune ci conosce, i nostri figli vanno tutti a scuola insieme ai ferraresi e per guadagnarci da vivere andiamo a raccogliere il ferro usato da rivendere. Quando la smetteranno di raccontare bugie su di noi?”.
Le famiglie sinti lasciano entrare e circolare liberamente per il campo, ma chiedono di non essere fotografate per evitare eventuali tensioni in città: “Da quando i politici hanno cominciato a fare propaganda contro di noi, la gente ci guarda male. Due giorni fa delle persone si sono fermate con l’auto di fronte al nostro cancello e hanno cominciato a urlare ‘zingari di m…’, ‘fuori dall’Italia’, ‘tornate a casa vostra’. Ma anche noi siamo italiani: siamo sinti italiani. È vero che tra le popolazioni zingare dell’est Europa c’è anche della delinquenza, addirittura genitori che vendono i propri figli, ma noi cerchiamo solo di lavorare e abbiamo sempre pagato le nostre tasse. Non vogliamo nulla, solo uno spazio dove stare. Guardate dov’è stato posizionato il nostro campo: sotto i fili dell’alta tensione. Non è mica un albergo di lusso, anzi può essere un pericolo per la salute. In questi anni c’è stata gente che si è presa dei tumori vivendo in questo posto”.
Il campo dei sinti in effetti è ben lontano dall’immaginario del ‘degrado urbano’ in voga nelle cronache odierne: molto isolato (la casa abitata più vicina è a quasi mezzo chilometro di distanza), composto sia da roulotte che da piccoli e più confortevoli prefabbricati, e con bagni e docce messi a disposizione del Comune, che fornisce anche le utenze elettriche. Proprio questo è uno dei punti più contestati – in questo caso non solo da parte della Lega Nord – riguardo ai campi nomadi. “Si è vero – commentano i sinti ferraresi -, il Comune nel 1989 ci ha messo a disposizione questo posto e ci paga l’acqua e l’elettricità. Se ci aiutasse a trovare un lavoro, per noi, sarebbe meglio. Poi potremmo pagare le bollette da soli, ma in questi anni non si trova lavoro per nessuno, figurati per noi. Intanto i politici ci usano per prendere voti e vanno in giro a dire che siamo tutti delinquenti”.
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