Copparo. “Dell’aggettivo petaloso possiamo anche fare a meno, ma del sinonimo di una bella storia no”. È questa la motivazione che ha portato i Trovò, i genitori del piccolo Matteo inventore di una nuova parola, a presentare un marchio che potesse raccontare l’incredibile avventura vissuta nelle ultime settimane dai bambini della 3°C della scuola Oreste Marchesi di Copparo.
Il marchio Petaloso, depositato lunedì scorso presso la Camera di Commercio, è già all’attenzione dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi che, però, sta valutando altri tre marchi omonimi depositati 24 ore prima. Verranno esaminati sia per ordine cronologico che per pertinenza e, quindi, non è scontato che il Ministero dello Sviluppo Economico (l’ente preposto) accetterà il marchio a firma del suo vero inventore.
In attesa dell’agognata ®, sono stati tolti i veli al colorato logo. Al centro si erge una margherita (omaggio al nome della maestra Aurora) con 22 petali, tanti sono i compagni di classe del piccolo Matteo che splende come un sole su questo fiore petaloso. Il pistillo è disegnato a forma di mondo perché la ribalta di questo fenomeno, manco a dirlo, è stata mondiale arrivando fino alla Bbc.
In caso di effettiva registrazione, però, il marchio non verrà utilizzato per fini commerciali ma per garantire un lieto fine a questa favola. “Noi non sappiamo se, quando e come il nostro marchio potrà essere utilizzato – rimarcano papà Marco e mamma Lisa – ma, se così potrà essere, sarà esclusivamente utilizzato per operare in beneficenza a beneficio dei bambini del territorio”. Gli eventuali compensi verranno devoluti infatti alla scuola copparese per l’acquisto delle lavagne multimediali, all’oratorio Don Orione per il rifacimento dei campetti da gioco e del teatro, e al parco giochi per l’acquisto di nuove attrezzature.
La finalità benefica è quella che sta più a cuore al padre di Matteo che ribadisce più volte l’assoluta estraneità ad una manovra di marketing per fare business a discapito del benessere di suo figlio. “Non abbiamo niente a che fare con nessun sito presente sul web, non stiamo vendendo niente, tutto ciò che si vede sui social non è da noi né cercato, né condiviso né autorizzato; anzi, ci siamo rivolti alla polizia postale per l’utilizzo improprio di qualsiasi materiale anche fotografico della nostra famiglia” spiega Marco Trovò che ha preso contatti solamente con chi ha registrato www.petaloso.it, il quale gli ha chiesto i dati per la cessione gratuita del dominio.
L’ira della famiglia non è tanto per chi ha sfruttato questa ondata di entusiasmo ma per chi ha cercato di infrangerla. “Non vogliamo fare nessuna polemica ma non abbiamo capito le persone che non avendo capito la storia di un bambino, hanno cercato di demolirla – raccontano i Trovò -. Da genitori non potevamo assistere come spettatori mortificati ad una ribalta che non abbiamo cercato, soprattutto se va a minacciare la nostra splendida famiglia, per questo abbiamo deciso di dare l’esempio e di presentare la domanda di registrazione del marchio”.
Il messaggio “sbagliando si impara ma anche si inventa” è stato condiviso da tutti i partecipanti alla conferenza di questa mattina presso la Camera di Commercio, introdotta dal presidente Paolo Govoni che parla di questa vicenda come un “esempio della creatività dei giovani che serve a questo paese”. La fantasia dei ‘geni estensi’ ha piazzato la provincia di Ferrara al 35° posto nella classifica italiana della produzione di idee innovative. Un’innovazione che parte da Copparo. “Sono orgoglioso non perché la parola è nata nella nostra città – specifica il sindaco copparese Nicola Rossi – ma nel modo e da chi è nata. Con questa storia si è messo in evidenza che la scuola non è solo fare i compiti ma è divertimento, creatività e crescita personale dei bambini che, nel caso di registrazione del marchio, daranno spazio alla promozione territoriale”.
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