“Cosa proponete nel vostro spettacolo?”. “Siamo noi lo spettacolo”. Basta questa risposta accattivante per rendere l’idea dello show andato in scena sabato sera al circolo Arci Bolognesi. Le superstars della serata sono state le Salamandra Sisters, tre drag queen che hanno animato il terzo appuntamento marchiato “Miranda”, un’esplosiva parentesi all’interno del Tag Festival di cultura Lgbt.
Una serata inaspettata ma decisamente gay friendly che ha ‘scosso’ una forse ancora troppo addormentata Ferrara. A dare la scossa sono proprio le tre divine: La Milly, Regina Godga Stanley e Lorella Celo Bella. Il trio si esibisce da vari anni nella sua città natale, Mantova, e ha imparato l’arte del varietà dalle veterane dell’Arcigay di Modena. La leader è appunto la presidente dell’Arcigay mantovano, oltre che Miss Drag Queen Lombardia 2015. Fra poco la “meravigliosa Milly”, come si fa chiamare sul palco, dovrà cedere la corona ma rimane la soddisfazione per questa piccola rivoluzione.
Non lasciatevi ingannare da paillettes, piume e lustrini. Dietro ogni performance, seppur irriverente, si nasconde un messaggio importante contro l’omofobia e la transfobia. “Siamo due uomini e una donna (l’unica bio queen che ha una patata vera) – scherza la capa – che hanno il coraggio di mettersi in gioco e di essere se stesse in tutte le forme. Lo scopo è quello di far divertire e coinvolgere il pubblico ma sempre lanciando un messaggio per combattere le discriminazioni”.
Non si tratta solo di vestirsi da donna e di fare del cabaret, c’è la voglia di riaffermare la propria appariscente femminilità agli occhi delle altre persone, a volte curiose, a volte affascinate, a volte infastidite. Tra trucco e parrucco c’è il tempo di fare due chiacchiere sul ddl Cirinnà, al centro del festival che si sta svolgendo questo fine settimana nella città estense.
“La delusione è tanta ma è unita a un po’ di felicità perché dopo 30 anni di lotta per i diritti civili, qualcosa finalmente si muove. Sono stati estesi tantissimi diritti nonostante l’ostaggio della stepchild adoption. Ma ora sorge un altro problema: prima non esistevamo, ora esistiamo ma siamo discriminati perché è stato creato un pacchetto solo per noi. Per questo il 5 marzo la comunità Lgbt andrà a Roma per rivendicare la piena uguaglianza dei diritti e il matrimonio egualitario. Noi ci saremo”.
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