Un anno fa circa sindaco e assessore al Bilancio annunciavano la manovra fiscale da 8 milioni di euro che riguardava l’aumento delle aliquote Irpef e Imu, giustificato inizialmente per via dell’aumento (poi rivelatosi inesistente) dei vincoli del patto di stabilità e ai tagli decisi da Roma, poi per poter ‘sbloccare’ opere e investimenti pubblici e, infine, per evitare future penalizzazioni con l’arrivo della Local Tax nel 2016, che non ha mai visto la luce.
Oggi, a quasi un anno di distanza, si scopre che il vero motivo, nella sua quinta versione, era quello di far fronte alla previsione di nuovi tagli e ai mancati proventi per l’abolizione di Imu (per terreni agricoli e ‘imbullonati’) e Tasi (per prima casa e per immobili in comodato a figli o genitori) deciso con l’ultima legge di Stabilità, in modo da poter ricevere dallo Stato trasferimenti compensativi di portata maggiore nel 2016 e non mettere in crisi il bilancio.
Secondo le cifre fornite dall’assessore Luca Vaccari, parliamo di 6 milioni per l’Imu e 14 per la Tasi, il cui ‘taglio’ verrà ripianato con trasferimenti di pari importo dal Fondo di solidarietà comunale. Solo che a quei tempi non c’era traccia di questo provvedimento, né l’Amministrazione ne aveva mai dato conto anche solo in forma ipotetica. Ma, evidentemente, in Municipio hanno doti profetiche degne del miglior Nostradamus.
E così a febbraio 2016, si scopre che “è la ragione per cui abbiamo fatto la manovra fiscale l’anno scorso e che abbiamo scontato quando non toccammo le aliquote Ici nel 2013, a differenza di altri Comuni che Marattin chiama ‘furbetti'”, come rivela il sindaco Tiziano Tagliani, replicando indirettamente alle critiche degli scorsi giorni di Matteo Fornasini, durante la presentazione del bilancio triennale di previsione 2016-2018 in commissione consiliare. “Oggi possiamo contare su un rimborso parametrato sulle nuove tariffe. Con quella manovra – aggiunge – ci siamo potuti permettere un surplus di entrate da spalmare negli anni a venire. Se non l’avessimo fatta non avremmo chiuso il 2015 e il 2016 e avremmo dovuto chiudere i servizi per il 2017-2018”.
Gli effetti benefici della manovra fiscale per le casse comunali non li discutiamo, solo che anche l’ultima giustificazione non sembra essere del tutto convincente. A guardare la legge di stabilità, l’aumento delle tasse in questione non c’entra nulla – o, al limite, c’entra molto poco – con i maggiori trasferimenti compensativi: la Tasi non è stata toccata nel 2015, mentre gli aumenti dell’Imu hanno toccato solo marginalmente i fondi agricoli e gli imbullonati. Quindi i conti non tornano e risulta arduo credere davvero che quel provvedimento sia stato pensato e adottato in tale prospettiva.
Ovunque stia la verità sui motivi che hanno portato alla manovra, è grazie ad essa che il Comune ha comunque messo in sicurezza il bilancio 2015 e quello 2016 e potrà far fronte al divieto per l’anno in corso di aumentare o introdurre nuove tasse, mantenendo costante il livello dei servizi erogati (anche nel Turismo: Tagliani ha giustamente rimarcato il successo della mostra su De Chirico). E, soprattutto, è grazie che si può permettere di investire ancora nei cantieri: “Abbiamo già appaltato lavori per 11 milioni di euro – spiega ancora il sindaco -. Il 2016 è l’anno in cui si faranno investimenti importanti in questa città, all’altezza degli anni migliori”.
Gli introiti extra registrati lo scorso anno permettono all’amministrazione di ‘anticipare’ 500mila euro nei bilanci di Asp e Istituzione scolastica in modo da mantenere anche qui costante il livello dei servizi offerti per quest’anno, ma per i due a venire i dubbi non mancano: “Bisogna che facciano attenzione, e ci saranno dei tagli”, annuncia ancora il sindaco, a cui da man forte anche l’assessore Luca Vaccari: “Per l’Asp bisognerà iniziare a ragionare sui tagli nei prossimi anni”.
Per il 2017 e 2018, oltre a tagli per Asp e scuola, sono previste sforbiciate anche per la Cultura e per il personale (più che altro con il blocco del turnover) e le minori entrate da trasferimenti verranno compensate in parte utilizzando il ‘tesoretto’ dei dividendi della Holding. Sempre per questi anni – e a differenza che per il 2016 – rimane però l’incertezza sulla possibilità di usare, senza che siano tossiche per il patto di stabilità (che non si chiama più così), le risorse del Fondo pluriennale vincolato per finanziare gli investimenti: il Governo starebbe pensando di dare risposta affermativa tramite una deroga con legge rinforzata. In più rimane l’incertezza sull’inserimento o meno nel cratere del sisma – prolungato per il 2016 -ma non sicuro per i due anni successivi – che potrebbe comportare anche minori risorse per il Comune.
Martedì inizia la discussione in commissione comunale insieme al documento unico di programmazione, con voto finale previsto per giovedì (erroneamente era stato scritto che iniziava la discussione in consiglio, in programma invece per il 21 marzo, l’autore dell’articolo si scusa per l’imprecisione).
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