“La dismissione di Versalis da parte di Eni avrà un effetto catastrofico, ma non c’è la dovuta attenzione”. Le parole di Fausto Chiarioni, segretario della Filctem-Cgil, restituiscono tutto il senso della vertenza sulla produzione chimica in Italia.
I sindacati confederali hanno per questo chiamato i lavoratori Eni a uno sciopero generale di 8 ore per la giornata di venerdì e nella stessa giornata ci sarà una manifestazione nazionale a Roma, in piazza Santi Apostoli, dove ci sarà anche una delegazione ferrarese. Lo scopo è duplice: da un lato far desistere Eni dalla volontà di cedere il controllo del 70% del suo “braccio chimico” Versalis al piccolo fondo di investimento Sk Capital (finora sono solo voci, ma non sono mai state smentite), dall’altro invitare il Governo a prendere una posizione netta – come hanno già fatto le amministrazioni locali e la Regione Emilia Romagna – e mantenere la produzione chimica saldamente in mano pubblica.
E il modo per fare questo lo hanno già individuato: far intervenire la Cassa Depositi e Prestiti attraverso il suo Fondo strategico così da mettere realmente in piedi il piano presentato da Eni lo scorso giugno che prevede un investimento da un miliardo e 200 milioni di euro, soprattutto nella ‘chimica verde’. “Il problema è che l’operazione va fatta spiega Chiarioni – o con l’intervento di grossi investitori del settore o con un investimento pubblico, se no si chiude: il mercato c’è, c’è una filiera produttiva, ma c’è mancanza di materia prima: la bilancia commerciale è sotto di 10 miliardi e dobbiamo importare”.
La paura è che Sk Capital si mangi tutto: “È già il terzo sciopero che facciamo e più entriamo nel merito, più le preoccupazioni aumentano – aggiunge Stefano Mantovani della Femca-Cisl -. Non si vedono le ragioni industriali di questa cessione, Versalis sta facendo utili, è solo una operazione finanziaria-speculativa: con il crollo del prezzo del petrolio si guadagna di più e questa è un’occasione ghiotta per vendere”. “Il rischio – afferma il segretario generale della Cgil, Raffaele Atti – è che l’acquisto venga fatto tramite un indebitamento che poi verrebbe remunerato con le attività di Versalis, e questo è incomprensibile. Se è vero che Eni cerca un partner che possa proseguire il piano di investimenti, quale miglior compagno del Fondo Strategico della Cdp?”.
La situazione riguarda molto da vicino da Ferrara: “La vertenza è a livello nazionale”, prosegue Atti che guarda anche i problemi relativi al mantenimento delle infrastrutture di base da cui dipende tutta la filiera produttiva, “ma per il nostro territorio chiama in cause le prospettive di sviluppo”. Non solo per la dipendenza dal cracking di Marghera, ma anche perché in ballo c’è un corposo investimento di Versalis proprio nel petrolchimico estense. “Riguardava la parte di investimenti sulla chimica tradizionale che per Ferrara significa investimenti nell’impianto XXVII sulle gomme speciali. Ci hanno detto che subirà un ritardo ma a questo punto abbiamo paura per la sua realizzazione definitiva”.
Il dito viene puntato ancora una volta all’indirizzo del Governo: “Continuano a dire che la chimica è strategica ma è ora che si schierino come ha già fatto il Pd e l’Altra Emilia Romagna – afferma Massimo Zanirato, segretario generale della Uil -. Il Governo invece non si sta muovendo e non dà risposte”. Anche per questo i sindacati hanno provveduto a inviare una lettera sia a Renzi che al Presidente della Repubblica.
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