Cronaca
18 Febbraio 2016
Per l'imprenditore un incarico da 10mila euro al mese, ma il commissario giudiziale chiede la revoca

Mascellani ‘liquidatore’ della propria società: i creditori insorgono

di Ruggero Veronese | 2 min

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mascellaniUn incarico da 10.400 euro al mese per conto del liquidatore della società in concordato di cui era amministratore delegato, per svolgere molte delle funzioni tipiche di un amministratore delegato. Sembra un paradosso – e forse lo è -, ma è quanto è successo al noto imprenditore ferrarese Roberto Mascellani, che ha ricevuto dal liquidatore della propria società Sinteco Holding, Simone Manfredi, una ‘procura speciale’ dalla durata di sei anni per compiti di rappresentanza, gestione dei cantieri, rapporti con le banche e gestione dei conti durante la fase di liquidazione.

Una nomina che è emersa solo il 28 gennaio scorso – come anticipato in questi giorni da Il Resto del Carlino -, quando il commissario giudiziale Enrico Baraldi è venuto a conoscenza del nuovo incarico di Mascellani e ne ha dato comunicazione al comitato dei creditori, tra cui il Comune di Ferrara. Lo stesso Baraldi si è opposto con forza alla decisione e ieri mattina ha chiesto al giudice civile Stefano Giusberti la revoca della procura speciale, che a suo avviso comporterebbe un’infrazione della legge fallimentare. Al suo fianco anche il vicesindaco Massimo Maisto, che non ha rilasciato dichiarazioni ai nostri taccuini al termine dell’udienza. Ora starà al giudice, che si è riservato di decidere, la decisione sull’eventuale revoca.

Ma la parte più curiosa della vicenda sono i passaggi che hanno portato alla nomina di Mascellani da parte del liquidatore, che sarebbe rimasta completamente all’oscuro del commissario Baraldi. Che anzi, in passato aveva chiesto proprio a Mascellani indicazioni sulla persona giusta a cui affidare il delicato incarico, ma senza ricevere alcun nominativo. Fino alla scoperta di poche settimane fa: la persona individuata dal liquidatore era proprio l’imprenditore ferrarese rappresentante legale della società in crisi. Che dall’ingrato compito di supportare il liquidatore della propria holding incassa ben 10mila euro al mese, mentre i creditori dovranno accontentarsi di rimborsi massimi pari al 14,6% di quanto dovuto.

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