Politica
17 Febbraio 2016
Debito dimezzato in dieci anni: dai 167,4 milioni del 2009 ai 104,2 del 2016 fino agli 88,9 previsti al 31 dicembre 2018

Bilancio: niente tagli a scuola, servizi e cultura

di Elisa Fornasini | 3 min

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OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl bilancio del 2016 non prevede nessun aumento di tasse, le difficoltà arriveranno nel biennio successivo per i tagli dei trasferimenti che ammontano a 4,2 milioni nel 2017 e a ben 7 milioni nel 2018. È questo, in sintesi, il quadro del bilancio di previsione triennale presentato questa mattina dal sindaco Tiziano Tagliani e dall’assessore al Bilancio Luca Vaccari.

“Diversamente dallo scorso anno – annuncia il primo cittadino -, quando dovevamo rispettare il patto di stabilità e quindi la necessità di avere un certo numero di entrate in più rispetto a quelle disponibili per poter fare investimenti, quest’anno abbiamo deciso di aspettare la legge di stabilità del 31 dicembre 2015 per redigere le schede di bilancio, approvate in giunta questa mattina”. L’iter di approvazione proseguirà a passo spedito (si stanno programmando gli incontri con le associazioni di categoria mentre la riunione di commissione è già in calendario per il 24 febbraio) in modo da approvare il bilancio prima di Pasqua.

Gli aspetti principali della nuova legge finanziaria sono due: la conferma dell’esonero dai tagli al fondo di solidarietà comunale (che si traduce nel mancato taglio di 4 milioni in quanto Ferrara è inclusa nel cratere del sisma) e la cessata applicazione delle norme del patto di stabilità (dove sono venuti a meno i vecchi tetti ma rimangono in vigore solo i saldi in entrata e uscita).

“Questa legge di stabilità sbriglia un po’ di risorse, è un passo in avanti in termini di flessibilità – commenta Tagliani – ma si interseca con l’aspetto tecnico dell’entrata in vigore della nuova contabilità che ci ha imposto il riaccertamento dei residui nell’arco del 2015. In questo quadro di contabilità più trasparente, da quest’anno in avanti sarà necessario fare un bilancio triennale ed è la norma che ci ha impegnato di più per la redazione del bilancio 2016-17-18”.

“Il bilancio 2016 ci consente di affrontare l’anno senza particolari ansie – rimarca il sindaco – ma con l’ambizione di tenere da parte delle risorse in vista dei tagli del 2017 e 2018. Tagli che abbiamo ‘appostato’ sperando di riuscire a coprirli o con lo svincolo del fondo pluriennale vincolato o con l’utilizzo dei risparmi”. Tra questi, una parte di risorse straordinarie della Holding, deliberate nel 2015 ma messe da parte in previsione di ‘magre’.

A parte queste novità tecniche, “il bilancio non esprime differenze importanti rispetto agli altri anni – spiega Tagliani – perché continuiamo il costante calo delle spese del personale e dell’indebitamento, e non applichiamo tagli alle tre voci principali: scuola, servizi alla persona e cultura. Inoltre l’avanzo di 500mila euro va alla scuola e all’Asp”. Le linee guida da seguire, come spiegato da Vaccari, sono “mantenere invariato il livello di servizi del 2016, sfruttando l’esonero dai tagli per i comuni del cratere; proseguire nel contenimento delle spese correnti e nella riduzione del debito; e mantenere invariata la pressione fiscale anche nel 2017-2018 nonostante i tagli”.

Nel 2016 sono previsti 234,34 milioni di entrate (149,17 dalle entrate correnti, 72,72 dalle entrate capitale; 7,44 dal fondo pluriennale vincolato e 5,01 di presunto avanzo di amministrazione) che scenderanno a 220,66 nel 2017 e 211,43 nel 2018. Anche nelle spese correnti si nota una riduzione: dai 153,05 milioni del 2015 si passa ai 142,08 del 2016, fino ai 136,76 del 2017 e ai 134,81 del 2018. Tra le spese correnti in diminuzione spicca quella del personale che è passata dagli oltre 50 milioni del 2009 ai 43,85 del 2016 per effetto dei numerosi prepensionamenti. In calo anche il debito dimezzato in dieci anni: dai 167,4 milioni del 2009 ai 104,2 del 2016 fino agli 88,9 previsti al 31 dicembre 2018.

Gli assessorati che avranno meno da spendere sono quelli allo Sport, Urbanistica, Ambiente e Attività Produttive mentre se la passano decisamente meglio quelli alla Sanità, Scuola e Cultura. Quest’anno le spese per l’assessorato della Sapigni ammontano a 8,683 milioni, 4,964 per la Felletti e 5,812 per Maisto.

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