Il dibattito sulle unioni civili non accenna a fermarsi e dalle piazze italiane entra di prepotenza nella corrispondenza privata degli avvocati ferraresi. Tra i quali non sono mancate lamentele e prese di posizione – anche molto nette – dopo l’annuncio della nuova iniziativa della Libera Associazione Forense, che ha invitato tutti i legali ferraresi a una messa in chiesa per schierarsi contro il ddl Cirinnà.
A inviare la missiva ai componenti del foro ferrarese, per conto dell’associazione, è un’avvocato che scrive: “Cari amici, Vi ricordo l’appuntamento mensile di venerdì 5 febbraio ore 19 per la Santa Messa degli operatori del diritto presso la Chiesa di Santo Stefano. Se siete d’accordo porrei al centro delle nostre preghiere il bene della famiglia e dei Bambini affinché il Signore apra le menti e tocchi i cuori di chi è chiamato ad approvare le leggi e ad applicarle”.

L’avvocato Luca Morassutto
Una mail che non passa inosservata tra i legali ferraresi, alcuni dei quali – oltre a criticare l’iniziativa nel merito – non apprezzano neanche che l’associazione utilizzi gli indirizzi di posta elettronica per comunicazioni non lavorative. Tra questi il più combattivo è l’avvocato Luca Morassutto, da anni in prima linea per il riconoscimento dei diritti delle coppie gay, che scrive di aver appreso “con non poco stupore dei contenuti della sua precedente mail. Anzitutto perché non ricordo di aver mai autorizzato l’utilizzo del mio indirizzo di posta lavorativo per l’inoltro di comunicazioni di natura confessionale. Le chiedo quindi di provvedere a cancellarlo dal suo data base”.
Passando poi al tema in questione, il legale si schiera senza mezze misure: “Mi compiaccio però dell’iniziativa perché sono certo che il riferimento alla famiglia da lei utilizzato è rispettoso delle sentenze sia delle giurisdizioni nazionali (Cass. Civ. 601/13) quanto di quelle sovranazionali a cui lo Stato italiano è legato da dovere pattizio (Cedu Schalk and kopf vs Austria; X and others vs Austria; Oliari vs Austria) e pertanto rivolto al bene di tutte le famiglie presenti sul territorio nazionale (monoparentali; omogenitoriali; ricomposte; tradizionali..). Mi permetta un suggerimento… voglia inserire nelle sue preghiere anche fra le innumerevoli denunce oramai fatte almeno quei 1500 casi di abusi sessuali su minori compiuti da preti pedofili e contestati dal Comitato delle Nazioni unite sui diritti dei bambini al Vaticano. Sono certo che nostro Signore non discrimini nelle preghiere… almeno Lui”.
Una conclusione simile a quella del suo collega Davide Bertasi, secondo cui “dopo la mobilitazione per il crocifisso in aule laiche di un tribunale in cui si amministra la giustizia laica dei codici penali e di procedura, e non quella divina, ora la mail che invita gli avvocati ferraresi ad una messa… dal tema un po’ particolare… la famiglia e il bene dei bambini… Sarò molto contento di partecipare alla prima messa in cui la collega inviterà a pregare per i bambini molestati dai sacerdoti cattolici… italiani e nel mondo”.
Così come l’avvocato Laura Caldarelli, che usa l’ironia per mostrare le proprie perplessità: “Grazie per averci ricordato l’appuntamento – scrive la Caldarelli -, ma mi risulta particolarmente sgradevole il riferimento in senso velatamente critico alla pregevole iniziativa legislativa in corso di approvazione. Ritengo che proprio la nostra natura di operatori del diritto ci debba spingere ad uno studio attento del disegno di legge all’esame delle Camere, prima di spingerci a critiche del tutto ingiustificate, anacronistiche e liberticide. La lettura attenta del disegno di legge Cirinnà rivela la totale assenza di disposizioni normative che possano in alcun modo ledere i bambini. La preghiera per una auspicabile “apertura delle menti” dovrebbe essere fatta a beneficio di tutti noi, anche mio, perchè purtroppo non sono sufficientemente aperta per arrivare a comprendere la Vostra posizione sul ddl Cirinnà”.
Chi cerca di stemperare i toni è il presidente dell’Ordine degli Avvocati, Piero Giubelli, che contattato da Estense.com sottolinea come la comunicazione provenga da un’associazione privata e non rispecchi in alcun modo una presa di posizione del foro: “Le e-mail degli avvocati sono pubbliche, in quanto pubblicate sul sito dell’Ordine, e quindi ognuno può andare a controllarle e utilizzarle come crede. Parliamo di un’iniziativa di un’associazione privata, su cui ognuno può pensarla come vuole. Come Ordine degli Avvocati non prendiamo posizione e rispettiamo le opinioni di tutti, anch’io ho le mie idee ma in questo caso le tengo per me. È chiaro che se quella e-mail fosse arrivata dall’Ordine prenderei le distanze, ma visto che lo fa un’associazione privata, che ha anche un taglio religioso ed è legata a Comunione e Liberazione, è un suo diritto. Come Ordine preferiamo non entrare nelle polemiche tra i singoli avvocati”.
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