Attualità
15 Gennaio 2016
Presentato il progetto di Comune e Diocesi. I proprietari potranno concedere in comodato gratuito la propria casa sfitta a chi ne ha bisogno

Appello ai cittadini: “Aprite le case alle famiglie in difficoltà”

di Elisa Fornasini | 3 min

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OLYMPUS DIGITAL CAMERAAprire la porta della propria abitazione per accogliere le famiglie in difficoltà. È questo l’appello congiunto lanciato da Comune e Diocesi di Ferrara ai proprietari di seconde case sfitte per aiutare le famiglie ferraresi bisognose. La proposta non riguarda i richiedenti asilo ma le famiglie residenti che hanno problemi di sfratto non assistibile o di forti morosità e che, quindi, non possono sfruttare il piano di emergenza abitativa del Comune o l’edilizia residenziale pubblica. Eppure l’emergenza abitativa c’è e potrebbe essere tamponata con la sensibilità dei ferraresi.

A fronte di tante case sfitte (l’ultima stima parla di oltre 3mila alloggi non utilizzati) sono almeno una cinquantina le famiglie residenti nel comune estense che necessitano di un’abitazione. Da questa constatazione nasce il progetto che, per ora, coinvolge Comune, servizi sociali e associazioni che gravitano intorno alla Diocesi, ovvero Viale K, Filippo Franceschini, Nadiya e Caritas. Saranno proprio queste associazioni, che stanno già facendo attività di affiancamento e di sostegno, a fare da interlocutore e garante tra i proprietari solidali e le famiglie bisognose.

La proposta ai proprietari è di un comodato gratuito di almeno due anni ad un’associazione che gestirà i problemi contrattuali e i rapporti con le persone che ci abiteranno, le quali si faranno carico delle utenze e delle spese condominiali. Da parte del Comune c’è l’impegno a ridurre la quota di tasse comunali sull’immobile, ad esempio l’Imu potrebbe vedere azzerata la quota comunale. I proprietari non vedranno quindi nessun affitto (si tratta appunto di un comodato gratuito) ma beneficeranno di uno sconto fiscale sempre utile di questi tempi.

“Di fronte alle difficoltà crescenti delle nostre famiglie, abbiamo condiviso con la Diocesi questo progetto per stimolare una maggiore solidarietà all’interno delle nostre comunità. Ferrara è una città solidale e speriamo che questa iniziativa, la quale non ha eguali a livello nazionale, possa diventare contagiosa” dichiara l’assessore Chiara Sapigni che entra nel dettaglio del progetto: “Le famiglie che abiteranno questi alloggi sono in carico ai servizi sociali che quindi seguiranno il progetto di inserimento abitativo. Si darà priorità alle famiglie con minori perché c’è un’esigenza primaria di tutela dell’infanzia da garantire, ma i problemi riguardano anche le persone singole o coppie di adulti”.

“Non abbiamo avuto nessun dubbio sulla necessità di appoggiare questo appello perché ci troviamo di fronte a un’emergenza enorme” spiega don Massimo Manservigi della Diocesi di Ferrara che invoca la sensibilità della comunità: “Come alle parrocchie è stato chiesto di accogliere i richiedenti asilo, anche in questo caso chiediamo ai cittadini con spazi vuoti di ospitare i nuclei famigliari in difficoltà”. “Sono casi che capitano quotidianamente” racconta don Bendin, in rappresentanza delle associazioni coinvolte, che rassicura chi fosse restio o poco fiducioso ad aprire le porte della propria casa a degli sconosciuti: “Gli alloggi verranno restituiti nelle stesse condizioni in cui sono stati consegnati e, finito il periodo di accoglienza, l’appartamento verrà vuotato”.

Per informazioni contattare la segreteria dell’assessore Sapigni al numero 0532 419685 o all’indirizzo email patrizia.grandi@comune.fe.it.

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