
Kevin Jacob
Più umanità, più educazione, più conoscenza. Sono i tre antidoti al razzismo secondo Kevin Jacob, presidente dell’Associazione Nigeriani di Ferrara, che chiede una battaglia di civiltà dopo il caso dei commenti razzisti apparsi sul web in merito al suicidio di un 28enne nigeriano in stazione. Il giovane si è buttato sotto un treno in corsa, un tragico gesto che ha scatenato un’ondata di intolleranza con cui dobbiamo fare i conti.
Ed è proprio qui, nella voglia di riscatto dell’intera comunità nigeriana e nell’estirpazione del seme dell’odio che germoglia sui social network e sui quotidiani online, che risiede la battaglia di civiltà agognata da Kevin. “La gente deve capire che siamo tutti uguali: bianco, giallo o nero non fa differenza” commenta il giovane presidente dell’associazione Nigeriani che, però, critica le mancate differenze con cui sono visti dagli occhi di una parte della società estense.
“I ferraresi devono capire che non siamo tutti spacciatori o delinquenti ma gente onesta che lavora e paga i contributi” prosegue Jacob, rimarcando l’appello che aveva già fatto a poche ore dalla sua elezione lo scorso luglio. In sei mesi la situazione non sembra essere cambiata: “Non abbiamo nessun problema con l’autorità e ottimi rapporti con amministrazione e forze dell’ordine, i problemi sorgono con una parte della comunità che, quando viene denunciato uno spacciatore nigeriano, se la prende con tutti i nigeriani che vivono qui. Capisco la rabbia e la paura per quello che succede nella zona Gad ma non bisogna incolpare l’intera comunità”.
Insomma, detto alla buona, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Ma cosa succede quando un ‘filo d’erba’ viene a mancare? “Il ragazzo ha fatto quello che ha fatto per un suo motivo personale, la comunità nigeriana si è unita nel lutto ma diventa pesante vivere il cordoglio sapendo che in rete circolano tanti brutti commenti” replica Jacob. Più che brutti commenti, a volte si tratta di veri e propri insulti.
“Gli insulti sono causati all’80% dall’ignoranza” dichiara il nigeriano che invoca appunto più educazione e conoscenza per debellare il razzismo. “I cittadini devono educare la loro mente e volersi integrare con la comunità di stranieri – conclude il presidente dell’associazione Nigeriani -, per questo li invitiamo a venirci a conoscere, a vedere chi siamo e a scoprire le cose buone che facciamo. Non siamo animali come ci dipingono”.
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