Attualità
14 Gennaio 2016
Ultimo party rock'n'roll al Renfe. Gli organizzatori: "Stava calando l'affluenza ma forse torneremo"

Il rock ‘muore’ a Ferrara

di Elisa Fornasini | 3 min

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rrrrRock never dies. Non è sempre vero. O almeno non a Ferrara. Rimasta orfana di uno degli appuntamenti più amati da tutti i giovani rockettari di Ferrara e provincia: il Rock in Town. La celebre serata del Renfe chiude i battenti dopo 5 anni di onorata carriera a suon di pogo. L’ultima festa ad alto contenuto rock sarà domani, venerdì 15 gennaio, in compagnia degli Strike. Dopo il live della nota band ferrarese, tutti in pista per ballare fino alle 4 del mattino sotto le note dei grandi del rock vecchia scuola. Ed è proprio questo uno dei problemi che ha portato questa bella avventura al capolinea.

“Il rock old school ha fatto il suo tempo, il punto di forza della serata è che aveva una bella identità che, però, non è riuscita ad adeguarsi ai tempi che cambiavano” commenta Michele ‘Sam’ Castellazzi, uno degli organizzatori che ha assistito, con rammarico, al “passaggio di tendenze dal rock duro e incazzato a quello più leggero e fresco”. “Ora la gente è più votata all’indie e, per questo, stava calando l’affluenza alle nostre serate” nota Sam che impugna la causa della chiusura anche alla mancanza di disponibilità degli stessi organizzatori: “Non c’è più tempo per starci dietro come a un figlio” scherza il ‘papà’ del fomat disco-rock che ne parla come se fosse una sua creatura.

La locandina della prima serata

La locandina della prima serata

Ma è davvero un addio? “Per il momento è la fine del Rock in Town a cadenza mensile, ci prendiamo un po’ di tempo per pensare se e come si può riproporre” replica Sam che, insieme ai compagni di avventure Giori e Pedro, sta varando due possibili opzioni: “O un ritorno a spot un paio di volte l’anno o trasformarlo in qualcosa di nuovo”. E come verrà rimpiazzato il venerdì che rimane libero dalla programmazione? “Confermati gli appuntamenti reggaeton, Remember e Gimme Five, che rimangono in piedi e blindati, si sta pensando a una serata funky e di riproporre l’appuntamento trash. In attesa di capire che fine faremo, manteniamo il marchio vivo: non vogliamo scomparire ma ragionarci sopra”.

C’è ancora spazio per la speranza, la stessa che nel febbraio 2011 aveva portato i tre organizzatori a proporre questo format al Renfe. Sam aveva già organizzato due date rock al College, Giori veniva dall’esperienza dell’Urban che stava chiudendo e Pedro lavorava per lo Zoo come pr e voleva fare il salto di qualità: insieme hanno deciso di credere in questo progetto e hanno trovato il locale di via Bologna più che predisposto a realizzarlo. Da allora, decine di band hanno suonato nel circolo Arci e una miriade di giovani hanno cantato a squarciagola i pezzi dei Doors, Led Zeppelin, System of a Down, Clash, Kiss, Guns N’ Roses, Nirvana e Foo Fighters.

Nella scaletta in stile Virgin Radio non potrà mancare un tributo a David Bowie. La chiusura della serata sarà dedicata al Duca Bianco con la proposta di “Heroes” come ultima canzone. Nella stessa settimana muore il re del rock e il Rock in Town. Non rimane che salutare degnamente l’ultimo Rock in Town di sempre con il live degli Strike e il dj set di Cuki e Paolo Ameschi che, fra l’altro, sono gli ideatori delle mani giganti di cartone. Un souvenir che è appeso in tutte le camere dei veri fan del party rockettaro del Renfe. Uno zoccolo duro che è duro a morire. A loro gli organizzatori lanciano un ultimo, rincuorante, messaggio: “Rock’n’roll will never die”.

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