Dopo i lavori di restyling iniziati a febbraio, si è tenuta sabato 28 marzo l’inaugurazione del supermercato Coop Doro di via Modena. Al taglio del nastro erano presenti l’assessore alle Attività Produttive e Commercio, Francesco Carità, e la vicepresidente di Coop Alleanza 3.0, Francesca Durighel
La neo-costituita Fondazione di Ferrara Ente Filantropico annuncia ufficialmente l'avvio della propria attività erogativa a favore del territorio provinciale
Tra guerre, dazi e incertezza le imprese ferraresi restano prudenti. Tiene il Commercio al dettaglio, frenano Industria manifatturiera (-1,7%) ed Edilizia (-2,6%), export in ripresa (+0,5%), mentre gli Scenari delle economie locali realizzati da Prometeia confermano, per l’economia ferrarese, una previsione di crescita del valore aggiunto, per il 2026, del +0,5%
Con 500 imprese cooperative che generano un fatturato di 16,1 miliardi di euro pari al 39% dell’industria alimentare regionale, la cooperazione agroalimentare dell’Emilia-Romagna rappresenta un pilastro fondamentale del sistema economico e produttivo sia regionale che nazionale
“Piena disponibilità a collaborare, nella convinzione che i bandi sulle concessioni demaniali debbano essere condivisi e non calati dall’alto”. È la posizione emersa oggi in Regione nel corso dell’incontro convocato dall’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni
Eni ha confermato la volontà di cedere Versalis, la società controllata che si occupa della produzione chimica e dalla quale dipendono otto siti produttivi in tutta Italia, compreso quello di Ferrara.
La conferma è arrivata durante l’incontro a Roma al ministero dello Sviluppo economico dove, nel pomeriggio di martedì, il ministro Federica Guidi ha parlato con i sindacati e il management di Eni. All’incontro hanno partecipato oltre ai segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil anche il segretari generali di Cgil e Uil, Susanna Camusso e Carmelo Barbagallo, e il segretario confederale Cisl, Giuseppe Farina. Per la società erano presenti Daniele Ferrari, Davide Calabrò e il presidente di Versalis, Salvatore Sardo.
Nel frattempo i lavoratori e delegati sindacali – tra i quali una nutrita partecipazione ferrarese – si sono presentati a Roma sotto la sede del Ministero per una manifestazione: “La chimica non si tocca da nord a sud”, recitava uno degli striscioni esposti.
Eni – secondo quanto riporta una nota sindacale – ha affermato la situazione è ancora in fase istruttoria e di non aver ancora scelto l’acquirente, mentre il ministro Guidi, pur senza intervenire in maniera netta, si è schierata a favore della permanenza di Versalis in mani italiane. Una posizione non troppo distante a quella dell’ad di Eni Descalzi, che come riporta l’agenzia Reuters, aveva precisato qualche giorno fa una serie di paletti per procedere alla dismissione di una buona parte del controllo sull’azienda: “Per cinque anni la società deve restare nel suo perimetro, per tre anni non ci devono essere tagli al personale, l’ad deve restare quello attuale e Versalis deve restare italiana”.
La situazione di Versalis è molto critica, almeno secondo Eni, per via delle difficoltà di quadro strategico sia sulla chimica che in relazione alla congiuntura del basso costo della materia prima, per questo cerca investitori terzi.
“Le cose dette nel corso dell’incontro non le abbiamo reputate rassicuranti – afferma Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil – e per questo motivo confermiamo le iniziative programmate di assemblee in tutti gli impianti Eni e Saipem con sciopero nazionale di 8 ore per mercoledì 20 gennaio. Nei prossimi giorni decideremo unitariamente ulteriori mobilitazioni da tenersi nel mese di febbraio”.
Si è discusso in particolare della paventata cessione alla società di investimenti Sk Capital. Ma l’ipotesi trova il netto contrasto dei sindacati: “La nostra posizione era, ed è, chiara ed esplicita – afferma ancora Miceli -:: siamo contrari alla ricerca di una partnership per Versalis, tutta orientata verso fondi speculativi che hanno interesse, per loro stessa natura, ad investimenti con ritorno a breve per i loro investitori. Sk Capital, abbiamo chiarito all’Eni e al ministro Guidi, è un fondo speculativo, per di più di piccole dimensioni, che fin qui ha fatto acquisizioni e partecipazioni per cifre irrisorie. Abbiamo confermato la nostra preoccupazione che Sk Capital possa trasferire il debito dell’acquisizione sulle spalle di Versalis, pregiudicandone definitivamente la possibilità di mantenere gli investimenti previsti dal piano industriale stesso di Versalis. Abbiamo ancora ricordato ai nostri interlocutori che SK Capital ha escluso il mantenimento degli investimenti volti alla riconversione in “chimica verde” di alcuni impianti quali Porto Marghera e Porto Torres”.
Cosa è Sk Capital? È fondo privato di investimento privato con sede a New York e con interessi nella produzione di materiali speciali, chimica e salute. I proprietari sono Barry Siadat e Jamshid Keynejad, rispettivamente presidente e managing director. Dal 2009 al 2015 ha acquisito 8 società, tra le quali – dall’aprile 2015 – l’italiana Aeb, fondata a Brescia nel 1963 e specializzata nel campo delle biotecnologie e dei prodotti di processo usati per trattare i liquidi alimentari.
Secondo le informazioni sul sito web di Sk, il gruppo gestisce più di 1,5 miliardi di capitale, genera oggi utili per 8 miliardi di dollari all’anno e impiega 9mila persone.
Secondo la trasmissione Report di Rai Tre, Sk non sarebbe in grado di acquisire Versalis per mancanza di fondi. L’ipotesi – finora solo tale ma che ha preoccupato molti, a partire dai sindacati – è che potrebbe guadagnare la proprietà con un versamento iniziale da 200 milioni, e poi pagando il resto a rate, tramite un prestito bancario che vedrebbe la stessa Versalis offerta in pegno. Sempre secondo la ricostruzione della Gabanelli, Eni starebbe seguendo questa strada perché nell’affare sarebbe coinvolta, come advisor, la banca d’affari Rothschild, nella quale è vicepresidente l’ex amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni.
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