Portomaggiore
15 Dicembre 2015
Braccianti e titolari d'azienda a giudizio per una lite scoppiata nel 2013

Una contesa sul salario sfocia in un processo per rissa

di Daniele Oppo | 1 min

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IMG_20150814_124513300 [1173018]Portomaggiore. Una contesa sul salario da percepire tra braccianti e titolari di un’azienda agricola sfocia in un processo che li vede tutti accusati per rissa.

I fatti risalgono all’estate 2013, quando alcuni braccianti – Larbi Chaouki, Adil El Habib, Fouad Boujamaa, Amine Habib, Jawad Ait Ghiourat e Achraf Ait Ghiourat, tutti originari del Marocco – avrebbero avuto da ridire nei confronti dei titolari dell’azienda agricola per la quale lavoravano (Maurizio e Patrizio D’Angiò e Giuseppe Palumbo), pretendendo probabilmente un’aumento della paga.

Da lì sarebbe nato un parapiglia all’interno dei terreni dell’azienda, con uno dei braccianti che avrebbe gettato addosso a uno dei D’Angiò una sbarra di ferro. Ma i fatti non sembrano essere molto chiari, tanto che la difesa dei titolari dell’azienda – rappresentanti in giudizio dall’avvocato Letizia Bortone del foro di Latina – ha sollevato numerose eccezioni. Pare infatti, ma sarà il processo a chiarirlo, che i D’Angiò abbiano subito l’aggressione senza reagire fino al momento in cui sono intervenute le forze dell’ordine che hanno allontanato i braccianti.

La prossima udienza, che si terrà a giugno, dovrebbe chiarire alcuni punti con i racconti dei testimoni chiamati dal pm e dalla difesa. Non è escluso che si arrivi a una modifica del campo d’imputazione.

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