Cronaca
1 Dicembre 2015
Pajdek conferma il proprio ruolo nella rapina, ma dichiara di aver incaricato Ruszo e Fiti di tornare a liberare il pensionato

Omicidio Tartari, il ‘capo’ scarica la colpa della morte sui complici

di Ruggero Veronese | 3 min
Huber Sandor

Huber Sandor

È stato abbandonato legato e imbavagliato nel casolare diroccato a morire di stenti, senza che nessuno dei rapinatori si prendesse la briga di liberarlo o di avvertire in qualche modo i soccorsi. Quegli stessi rapinatori tra cui ora è in atto un prevedibile rimpallo delle responsabilità nell’inchiesta per l’omicidio di Pierluigi Tartari, ucciso dai tre malviventi Ivan Pajdek, Patrik Ruszo e Costantin Fiti. Ieri è stata la volta del croato Pajdek, detto Huber Sandor, appena estradato dalla Slovacchia e considerato dagli inquirenti il leader e l’elemento più violento della banda. Il 51enne ha risposto alle domande del pm Filippo Di Benedetto, confermando che tutti e tre erano penetrati all’interno della casa di Aguscello quando sono stati sorpresi da Tartari. Ma negando ogni responsabilità nella morte che ne seguì. Anzi, il ‘capo’ si sarebbe addirittura preoccupato della sorte del pensionato inviando Ruszo e Fiti a liberarlo dal casolare in cui lo avevano abbandonato legato e imbavagliato, che però avrebbero desistito vedendo del movimento di persone attorno al casolare.

Spetterà alla magistratura chiarire quanto di vero ci sia in questi ultimi dettagli. Di sicuro la versione di Pajdek contrasta con quella del 22enne rumeno Fiti, che ha negato di aver preso parte alla rapina e aveva ‘sfidato’ gli inquirenti a trovare le sue impronte digitali nella casa di Tartari. Secondo ‘Huber’ infatti (come del resto dichiarò anche Ruszo) Fiti ebbe un ruolo attivo durante l’incursione e non si fece scrupoli ad abbandonare il pensionato nella campagna.

Il capo nega invece di aver picchiato il 73enne: secondo la sua versione, nel momento in cui furono sorpresi nell’abitazione lo spinsero per terra e lo immobilizzarono col nastro adesivo, coprendogli anche gli occhi e la faccia, per poi caricarlo sulla sua Opel Corsa e guidare fino al casolare di campagna dove lo hanno abbandonato. Pajdek dichiara di essere rimasto nell’automobile, mentre i complici lo trasportavano tra le mura diroccate. Solo dopo una giornata di shopping per i centri commerciali della città (come Il Castello di via Bologna, dove le telecamere di sorveglianza li inquadreranno mentre comprano delle scarpe), ovviamente con il bancomat di Tartari, Pajdek si sarebbe posto il problema della sorte di Tartari, incaricando i complici di liberarlo o comunque di assicurarsi la sua sopravvivenza. Ma Ruszo e Fiti, una volta tornati, gli avrebbero riferito di aver visto delle luci e delle persone attorno al casolare e dato per scontato che l’uomo fosse stato ritrovato.

Ora i tre assassini sono nel carcere di via Arginone mentre la procura porta avanti l’inchiesta, che potrebbe concludersi con tre richieste di ergastolo. Il 51enne ha raccontato anche alcuni dettagli della fase preparatoria della rapina, confermando che la madre di Ruszo, Ruzena Sivakowa, che lavorava come domestica per la famiglia Tartari, in passato li aveva ospitati all’insaputa dei datori di lavoro nell’abitazione a fianco. La donna non risulta al momento indagata, ma la procura vuole verificare se può avere avuto un ruolo – anche indiretto – nel delitto.

 

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com