gio 26 Nov 2015 - 4935 visite
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Scandalo Negri, il vescovo non smentisce e chiede udienza a Bergoglio

Non arriva l'attesa smentita. Ai fedeli assicura la sua “totale obbedienza al Papa”. E Farina querela il "Fatto"

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Parla di “gravi affermazioni” attribuitegli dai giornali, ma non arriva una chiara e formale smentita all’articolo del Fatto Quotidiano che gli attribuiva la frase “Speriamo che la Madonna faccia il miracolo come con quell’altro…”.

Nel suo intervento, pubblicato sul proprio sito, mons. Luigi Negri si rivolge ai “carissimi Figli della Chiesa di Ferrara-Comacchio”, per assicurare i propri fedeli che “per me, fin dagli anni della prima giovinezza, vivere il legame con il Santo Padre è stato un riferimento ineludibile e fonte di vita nuova. Senza il costante riferimento al Papa non esiste per nessuno, vescovi compresi, la possibilità di essere veramente cristiani nel mondo”.

Dimostrazione ne sarebbe “il mio pensiero sulla Chiesa e sul Papa nelle decine di comunicati, negli atti di magistero e nelle numerose opere pubblicate (cfr www.luiginegri.it). Sento quindi il dovere di coscienza di rinnovare, davanti a voi che siete il mio popolo, la certezza della mia fede in Cristo e della mia totale obbedienza al Papa”.

A questo punto il vescovo di Ferrara, “anche sollecitato dalle recenti gravi affermazioni attribuitemi sulla stampa” chiede a Bergoglio un “incontro filiale” con lui, “in cui poter aprire il mio cuore di pastore al suo cuore di Padre universale perché – nell’incremento della comunione reciproca e rimettendomi al suo consiglio, che per me è l’unico legittimo – possa camminare spedito verso il compimento della fede”.
Un incontro che Negri considera “come il gesto di inizio del pellegrinaggio della nostra Chiesa particolare a Pietro, nell’anno straordinario della Misericordia”.
Il capo della diocesi estense chiude con una frase sibillina, che lascia – come il resto del suo itervento – aperta ogni interpretazione sulla veridicità o meno delle sue affermazioni: “Se a causa di quanto è accaduto, si fosse determinato uno scandalo, soprattutto nei più deboli, ne chiederemo perdono tutti.
Questa è la mia professione di fede, di obbedienza e di Verità. Tale la sento davanti a voi e al nostro comune Signore e la professo con sicurezza assoluta perché, come diceva Alessandro Manzoni, «Dio non turba mai la gioia dei suoi figli se non prepararne loro una più certa e più grande»”.

Una smentita decisa arriva invece da Renato Farina, l’amico (nonché giornalista e compagno in Cl) con cui Negri si sarebbe sfogato al telefono: “Ho dato mandato ai miei legali di querelare in sede penale l’autore e il direttore responsabile”. Farina afferma infatti che “Scelgo la via penale perché, come da sempre sostenuto da Marco Travaglio, solo in quella sede ci può essere esibizione di prove e confronto dibattimentale. Do querela al modo di Crocetta, accusato per un’intercettazione che non c’era, supposto colpevole di non dir nulla. Infatti nell’articolo de ‘Il Fatto’ figuro silente e connivente mentre ascoltavo al telefono le minacciose contumelie dell’arcivescovo Negri”.

Per essere precisi il Fatto Quotidiano non riferisce alcun virgolettato del discorso telefonico tra Negri e Farina. Il quotidiano si concentra infatti sul discorso tra il vescovo e il proprio segretario, seduto accanto, in due momenti separati. In mezzo ci sarebbe stata la telefonata a Farina in cui, secondo Mazzetti, Negri avrebbe “rincarato la dose”. Quindi, seguendo la successione del discorso, la conversazione telefonica non avrebbe avuto per oggetto le “minacciose contumelie”, ma il vigoroso dissenso espresso da Negri circa le nomine degli arcivescovi di Bologna e Palermo.

Fatta questa precisazione, spazio a Farina: “Mi si qualifica come ‘agente Betulla’, ciò che è stato ripetutamente e pubblicamente smentito dal generale Pollari, la cui documentazione probante è stato purtroppo posta sotto il segreto di Stato che invano ho chiesto di sciogliere. E nel sommario dell’articolo, che come sa chiunque mastichi giornalismo, è insieme alle didascalie la parte su cui casca l’occhio di tutti, si scrive infamandomi: ‘Betulla al telefono ‘Zuppi e Lorefice scelti senza rispetto delle regole, gli farò vedere i sorci verdi’. Smentisco nel modo più risoluto. Tutto. Negri non ha mai pronunciato nelle telefonate che ho avuto con lui nel corso degli anni parole irrispettose contro il Papa, qualsiasi Papa, né contro un vescovo, qualsiasi vescovo di ‘Santa Madre Chiesa’, per usare una sua ricorrente espressione. Da parte mia come ho scritto in tutti i miei articoli, e come sanno coloro che mi conoscono in privato, ho una profonda ammirazione per Francesco, e ho stima per i due nuovi vescovi di Palermo e di Bologna, come ho del resto scritto. E trovo umiliante essere costretto a dirlo dopo un articolo che mi colloca dove non ero”.

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