Economia e Lavoro
13 Novembre 2015
Ora è attesa per l'ok di Ue e Bce. Maiarelli: "Mi auguro che lunedì arrivi il via libera dall'Europa"

Carife, via libera dal Governo al decreto sul bail-in

di Daniele Oppo | 2 min

OLYMPUS DIGITAL CAMERASi avvicina il momento della verità per Carife e le altre banche italiane in crisi: il governo ha dato il via libera ai decreti che recepiscono la direttiva europea che fissa le nuove regole per il risanamento e la risoluzione delle crisi bancarie.

L’ok – annunciato dal sottosegretario Claudio De Vincenti dopo il Cdm di venerdì- arriva con oltre dieci mesi di ritardo rispetto al termine originario, previsto a inizio 2015, e tra le norme approvate c’è anche quello che da inizio 2016 prevede anche il bail-in, cioè il coinvolgimento di azionisti e creditori nel salvataggio delle banche.

I decreti sono stati attesi per lungo tempo perché necessari per procedere al risanamento delle quattro banche commissariate da parte del Fondo interbancario di tutela dei depositi: oltre Carife, Banca Marche, Banca Etruria e la Cassa di Risparmio di Chieti.

Ma per Carife e le altre tutto è ancora sospeso in un limbo: per procedere è infatti necessario che arrivi l’ok dall’Unione Europea e dalla Bce, che già hanno espresso qualche dubbio in merito alla possibilità di configurare l’operazione come aiuti di Stato. Questo è proprio il punto centrale che preoccupa Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione Carife: “È fondamentale che l’Europa si esprima – afferma -. Auspico che entro lunedì ci sia il via libera da Bruxelles e Francoforte”.

Negli ultimi giorni si è fatta sempre più strada una soluzione alternativa – il ‘piano B’ -, ovvero il ricorso alla contribuzione volontaria, dunque totalmente privata almeno nella forma,  delle maggiori banche partecipanti al Fondo per superare le obiezioni europee. Soluzione che però Maiarelli non pare gradire troppo: “Il piano B si dovrebbe mettere in atto nel caso che l’Ue e la Bce decidano che il ‘piano A’ non si può fare, ma mi sembrerebbe una brutta cosa per il nostro sistema, un’ingerenza. Non ho mai interpretato gli aiuti di Stato come un possibile rischio, fatico a pensare che possa esistere una soluzione più sensata di quella presentata”.

I decreti varati dal governo contengono delle modifiche sostanziali proposte dalle commissioni parlamentari rispetto al testo presentato inizialmente. In particolare – come riporta l’agenzia di stampa Reuters – dovrebbe esserci una preferenza per i depositi estesa a quelli corporate e interbancari ma dal 2019 per evitare che gli obbligazionisti vedano deteriorarsi il loro investimento in caso di bail-in.

Il governo, inoltre, viene sollecitato a coinvolgere la Consob nelle nuove procedure, soprattutto sui piani del controllo e informativo.

 

 

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