Politica
10 Novembre 2015
Lite Peruffo-Spath sulla posizione di Fi, la consigliera: "Sei un pezzo di m..."

Passa in consiglio l’odg ‘annacquato’ sulle trascrizioni

di Daniele Oppo | 6 min

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IMG_20151109_170634449In Consiglio comunale passa a fatica e dopo un lungo percorso e una lunga (e a tratti accesa) discussione, l’ordine del giorno trasversale sulle trascrizioni dei matrimoni same-sex contratti all’estero che impegna la giunta, dopo quasi 10 anni, a presentare un regolamento per il registro delle unioni civili.

Si tratta di un documento rivisto – e in buona parte ‘annacquato’ –  rispetto alla sua formulazione originale per tenere conto della recente sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la decisione del Tar del Lazio che aveva rilevato l’incompetenza di ministero e prefetti nel cancellare i matrimoni same sex trascritti nei registri di Stato Civile, portando l’estensione dei diritti civili alla competenza parlamentare. Una modifica che ha trovato positivo accoglimento anche nel sindaco Tiziano Tagliani che, durante il dibattito, non ha negato che la proposta originaria non lo vedeva d’accordo, almeno dal punto di vista degli atti da porre in essere.

L’odg – presentato da Ilaria Baraldi che, insieme a Paola Peruffo (Fi), Leonardo Fiorentini (Sel) e Silvia Mantovani (M5s, poi sostituita dal consigliere Sergio Mariano Simeone, è tra i proponenti) – invita Governo e Parlamento a “rimuovere gli ostacoli giuridici e amministrativi” che al momento ostativi alle trascrizioni e ad approvare con urgenza il ddl Cirinnà “nella sua attuale estensione e senza ulteriori restrizioni nella disciplina organica dei diritti e dei doveri”. Un ddl ritenuto da Baraldi e Fiorentini meno che ottimale ma che rappresenta comune “il punto minimo sotto il quale non si deve scendere”. Inoltre c’è anche un impegno per la giunta a “presentare al più presto al Consiglio comunale una proposta di regolamento dell’Elenco delle unioni civili del Comune di Ferrara”, rimasto sostanzialmente senza effetti fin dalla sua approvazione nel 2006. Alberto Bova (Fc) ha proposto un differente emendamento che non è passato, ma il consigliere ha comunque votato a favore dell’odg nella sua versione finale condividendone le finalità.

Spath e Peruffo ai ferri corti. Pd e Forza Italia hanno concesso libertà di voto, una libertà che tra le fila della minoranza ha creato motivi di forte attrito con Paolo Spath (Fdi). “Mi è stato contestato che esistono problemi più seri come la sanità e la sicurezza – afferma durante il suo intervento Peruffo -. Tutto vero, ma allora molti odg non dovevano proprio essere presentati. L’amore non ha né sesso né genere, dobbiamo insegnare ad accettare le differenze. Sono tranquilla con la mia coscienza”. Spath rileva che “è un argomento difficile, che coinvolge l’affettività”. “Nessuno vuole discriminare”, afferma, dicendosi disponibile a discutere dell’allargamento di alcuni diritti (come quello sulla pensione di reversibilità). “Ma bisogna parlare anche delle cose che non vanno”, prosegue. Ecco il perché del suo “no ad aprire le porte in modo indiscriminato al matrimonio e alle adozioni. Non ho letto nulla – aggiunge Spath – sulle famiglie tradizionali che sono le uniche vere scomparse”. Qui una prima mini polemica con la Peruffo che esce dall’aula irritata.

Ma è solo il preludio a ciò che accadrà dopo, in sede di dichiarazione di voto. Spath, dopo aver affermato che “si tratta di una strategia a piccoli passi che parte dalle trascrizioni, passa per il matrimonio e arriva alle adozioni” e dopo aver esplicitato che “possono esistere altre cose ma questa non è una famiglia”, invita i colleghi di Fi a chiarire quale sia la linea del partito per vedere quale sia e se ci sia un terreno comune. Quasi una sfida dopo Bologna e quella che sembrava una ritrovata unità del centrodestra, soprattutto perché l’odg porta la firma convinta di una consigliera di Fi. Vittorio Anselmi lo ringrazia in maniera ironica e seccata, Peruffo perde totalmente le staffe: “Sei un pezzo di m…”, gli dice girandosi verso di lui dal banco inferiore. I due continueranno a discutere senza trovare toni molto amichevoli. Anselmi, nel frattempo, coglie il guanto di sfida: “Su questi temi, anche a livello nazionale, abbiamo una sensibilità diversa della quale non ci vergogniamo, anzi riteniamo che sia un valore aggiunto: lasciamo libertà di scelta, ognuno farà le sue valutazioni personali”. E così sarà, Peruffo a favore, gli altri contrari.

Tre ‘defezioni’ nel Pd. Anche il Pd lascia libertà di scelta, e che il tema colpisca diverse sensibilità anche all’interno di un gruppo solitamente compatto è provato dal fatto che, per la prima volta in questa consigliatura, il voto della maggioranza non è unitario: Dario Maresca, Bianca Maria Vitelletti e Alessandro Talmelli votano contro. “Non sono d’accordo con l’obiettivo delle trascrizioni – spiega Maresca, che ammette di essere in difficoltà  – non è un passo verso la soluzione del problema”. Il consigliere avrebbe preferito “cautele maggiori” sul riconoscimento delle coppie omosessuali, con particolare riferimento a un passo in realtà non toccato dall’odg, le adozioni: “La discussione va a sfociare in una confusione tra diritti e desideri, anche quando sono comprensibili come avere bambini. Ma un essere umano non può essere un diritto di un’altra persona”.

“Trasformare i diritti in diritto”. Il sindaco mostra soddisfazione per la nuova veste dell’odg. “Non credo – afferma – che la società italiana debba prendere delle scorciatoie sui diritti civili”, afferma riferito alla richiesta precedente di dare seguito alle trascrizioni anche a Ferrara. “Non posso costringere un mio dirigente a fare un atto illegittimo, anche se so che ha delle basi giuridiche. Significherebbe rendere efficace un atto nullo significa introdurre elementi di incertezza nei rapporti tra persone”. “L’odg riformulato – prosegue – è un segnale di maturità politica e ringrazio i consiglieri proponenti: oggi sono in grado di dire che è venuto il momento di dotare di un regolamento il registro delle unioni civili. Il ddl Cirinnà è un buon compromesso, per più di 30 anni, a furia di affermare dei principi non abbiamo avuto nulla” afferma, individuando la proposta come un esempio di “mediazione alta” che è “la capacità della politica di dare delle risposte”. “L’obiettivo – ripete più volte – è trasformare i diritti in diritto”.  Il sindaco fa capire che, in questo caso, non è per i gesti simbolici: “Un conto è quando mi si chiede di fare il presidente del comitato per lo ius soli, lo faccio con convinzione ma lo dico chiaramente che è un atto dimostrativo, perché condivido l’obiettivo di una legge che non c’è. Cosa diversa è quando mi si chiede fare un atto ufficiale e di imporre a un dirigente di fare un atto pubblico quando so perfettamente che quell’atto è illegittimo”.

Lo scontento del mondo Lgbt. Ma su questo arriva la sfida di Massimiliano De Giovanni, presidente di Arcigay Ferrara: “Ha parlato della differenza tra un atto simbolico e uno amministrativo, allora ci sposi. So che è un atto nullo ma è un atto simbolico”. “Noi siamo per le trascrizioni ma a qualcuno vengono i tremori quando sente parlare di matrimonio – commenta Roberta Zangoli dell’associazione Famiglie Arcobaleno – Apprezzo comunque la difesa di Baraldi, Fiorentini, Peruffo e Simeone”. Un po’ meno la posizione del sindaco: “Quando penso a lui mi vengono in mente i Promessi Sposi”. Cristina Zanella di Arcilesbica è molto più netta: “Una fatica terrificante per discutere un odg già annacquato. È sempre un gioco a scaricare la responsabilità e con posizioni allucinanti”.

L’ordine del giorno è passato con 22 voti a favore e 9 contrari.

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