Cronaca
5 Novembre 2015
Un tour nella nuova sede all’ex Cavallerizza in via Palestro

Gdf, caserma aperta alla città

di Elisa Fornasini | 3 min

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La Guardia di Finanza di Ferrara festeggia la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate aprendo le porte della propria caserma alla città. Per tutta la giornata del 4 novembre, residenti e scolaresche hanno potuto visitare la struttura di via Palestro in cui insistono il comando provinciale della Gdf, la compagnia e il nucleo di Polizia Tributaria. La nuova casa delle Fiamme Gialle, inaugurata ufficialmente lo scorso 8 ottobre, non ha avuto vita facile: l’edificio demaniale sarebbe dovuto essere pronto già nel 2011 ma, tra imprese in difficoltà economiche e nuovi bandi di gara, la conclusione dei lavori e il conseguente trasferimento degli uffici da viale Cavour all’ex Cavallerizza sono avvenuti solo ad aprile di quest’anno.

“È la prima volta che partecipiamo all’iniziativa ‘caserme aperte’ promossa dal Ministero della Difesa – annuncia il comandante della Guardia di Finanza di Ferrara Sergio Giovanni Lancerin – perché la vecchia sede non era adatta ad ospitare eventi di questo tipo. Abbiamo quindi colto questa occasione per presentare alla comunità, soprattutto agli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, la nostra nuova caserma, sita in un palazzo storico e intitolata alla memoria di Bruno Bolognesi”. Superato l’ingresso in cui campeggia la targa dedicata al finanziere vittima di un attentato terroristico a Passo Vizze, si entra nella piazza d’Armi su cui si affacciano gli alloggi dei comandanti dei tre reparti. La piazzetta è stata il fulcro delle attività del 4 novembre: oltre 150 bambini degli istituti comprensivi “Corrado Govoni” e “Alda Costa” hanno potuto assistere a una simulazione di ricerca di sostanze stupefacenti a cura dell’unità cinofila di Ravenna.

Il ‘tour’ è proseguito poi negli uffici con una sosta al laboratorio di polizia scientifica che contiene tutte le strumentazioni per l’identificazione dei criminali o dei sospettati, come il segnalamento fotodattiloscopico e il prelevamento delle impronte digitali. Spiegato il funzionamento dell’Afis, ovvero il ‘sistema automatizzato di identificazione delle impronte’ utilizzato della forze di polizia per una ricerca rapida delle impronte nella banca dati unica gestita dal Ministero dell’Interno, i partecipanti hanno preso visione delle attività istituzionali di polizia economico-finanziaria svolte dal Corpo. Tra queste il sequestro di reperti archeologici contrabbandati dai tombaroli nella necropoli di Spina. Alcuni di questi beni antichi, risalenti al V – IV secolo A.C., sono in mostra permanente in caserma per concessione della Soprintendenza Archeologia dell’ Emilia-Romagna.

Dalla scientifica alla cultura, la visita ha toccato temi anche più ‘terra a terra’ come quello dei parcheggi che avevano fatto discutere questa estate. Al centro della polemica c’erano i sei posti auto di fronte al palazzo dell’ex Cavallerizza riservati alla Gdf. “Le macchine di servizio sono nel parcheggio sotterraneo, i parcheggi in strada sono riservati al personale e a chi viene chiamato in caserma per un controllo” spiega il maresciallo del comando provinciale Salvatore Mancini. “I posti non bastano per tutti perché in caserma lavorano un centinaio di persone che parcheggiano normalmente in piazza Ariostea o a San Gugliemo”.

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