Bondeno. C’è una relazione tra gli eventi sismici avvenuti negli ultimi giorni nei territori del modenese e del ferrarese, l’ultimo a Sant’Agostino nella notte tra domenica e lunedì, pozzi caldi e morie di pesci? Forse, sicuramente c’è una correlazione temporale.
“Non si tratta di fare allarmismo e dire che ci sarà una nuova forte scossa a breve, ma di osservare i fatti e fare ricerca”, spiega Fedora Quattrocchi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), che in questi giorni è sul territorio per fare rilevazioni sulle acque di due pozzi nel modenese nei quali si è verificato un aumento consistente della temperatura, e fare campionamenti dei pesci morti a causa della moria che colpisce alcuni corsi d’acqua a Bondeno.
“Sono venuta a Medolla (MO) su richiesta del sindaco perché c’è un pozzo caldo con l’acqua a 53 gradi – racconta Quattrocchi -. Pochi giorni prima c’era stato un terremoto di magnitudo 3.5 e poi un pozzo caldo a Crevalcore, la moria di pesci a Bondeno e il sisma di lunedì a Sant’Agostino, avvertito dalla popolazione perché superficiale”. Tutti elementi allo studio dei ricercatori, dei tecnici della Regione e anche dell’Università di Ferrara.
Il filone di ricerca si è aperto dopo segnalazioni di casi simili prima dei due eventi sismici del maggio 2012. “Ma ci sono stati anche in quelli precedenti”, afferma Quattrocchi che non tira le somme e non fa collegamenti avventati ma non liquida troppo facilmente gli avvenimenti: “Qualcuno, che peraltro non ho mai visto qui sul campo, ha sostenuto che non c’è correlazione tra pozzi caldi, morie di pesci e gli eventi sismici, ma non si può dire. C’è una sequenza temporale, sono dati, non allarmismo, e vogliamo capire di più”.
La Regione Emilia Romagna ha finanziato il progetto S3 proprio per capire questi fenomeni e se sia possibile utilizzarli a nostro vantaggio, ma i risultati finora non hanno evidenziato la loro utilizzabilità come “precursori a breve termine”, in grado cioè di poter essere usati per eventuali allarmi. La ricerca però continua per verificare le previsioni a medio termine, in un arco temporale più lungo, cercando di migliorare la conoscenza del territorio e l’individuazione di fenomeni indicati come poco frequenti.
Così anche la moria di pesci a Bondeno potrebbe avere una spiegazione, almeno in alcuni casi, portata dai movimenti tellurici nel sottosuolo che potrebbero aver contaminato in una certa misura le acque superficiali, ma è presto per dirlo: “Stiamo facendo i campionamenti – spiega Quattrocchi -, per verificare se ci sia stata una presenza di gas eccessiva che possa aver portato alla moria, una cosa accaduta anche nel 2012, ma aspettiamo i dati”. Che la spiegazione non sia semplice e immediata lo spiega anche Carmela Vaccaro, professore associato nel dipartimento di Fisica e Scienze della Terra di Unife e che si occupa delle analisi chimiche dell’acqua, delle anomalie isotopiche del carbonio, presenza di gas Radon nell’acqua e nel suolo e caratterizzare così gli acquiferi del territorio: “A Bondeno la causa della moria non è chiara anche perché i Consorzi di bonifica in questo periodo stanno abbassando il livello delle acque e se ci fosse l’afflusso di un po’ di metano i pesci morirebbero con più facilità. Purtroppo non siamo intervenuti quando di pesci sono morti, alcune informazioni non ci arrivano subito, e per capire le cause bisogna affidarsi alle analisi dei biologi”.