Cento. “Perchè Cmv fa pagare tanto ai cittadini a cui dà il servizio?”. Se lo chiedono i consultori di Casumaro Gilberto Toselli e Vittoro Lodi, mettendo a confronto le tariffe della Tari nei Comuni serviti e soci di Cmv con altre realtà esterne alla nostra provincia. Un confronto che evidenzia un dato impietoso per gli utenti dell’Alto Ferrarese, che si ritrovano a pagare una media di 357, 47 (Cento), 356, 21 (Bondeno) e 342,04 (Sant’Agostino) euro all’anno, contro i 224,6 versati dagli abitanti di Finale Emilia o addirittura i 199,13 dei cittadini di Castelmassa (in provincia di Rovigo).
“Non crediamo – affermano Toselli e Lodi – che i nostri Comuni producano quasi il doppio di rifiuti rispetto alla confinante Finale, e non crediamo nemmeno che la recente scissione di Cmv in tre società (Servizi, Energia, raccolta) possa migliorare sensibilmente l’aspetto economico, tale da allineare le nostre tariffe a quelle dei gestori più virtuosi”.
Perplessità sollevate del resto anche dai consiglieri comunale di Valore e Rispetto a Sant’Agostino e da quelli di Noi Che… a Cento, che si erano opposti alla decisione delle amministrazioni comunali. “Dispiace molto sapere che i nove sindaci soci di Cmv – continuano Toselli e Lodi – abbiano votato all’unanimità una scissione della società, senza dimostrare che ciò comporta una significativa riduzione delle tariffe e senza portare a conoscenza dei cittadini od almeno ai loro rappresentanti nei consigli comunali, in nuovo piano industriale, necessario e preliminare ad ogni decisione di modifica strutturale di qualunque società di capitali, come Cmv. Ci chiediamo se non era meglio, ed anche più semplice, copiare ciò che fanno i gestori di Finale o Castelmassa, certamente più bravi e attenti al bene economico comune. In definitiva, come cittadini interessati, manifestiamo la nostra assoluta insoddisfazione per le tariffe rifiuti applicate da Cmv”.