Che fine hanno fatto i quotidiani? È quello che si chiedono i lettori ferraresi e rodigini di alcune delle più importanti testate nazionali, che questa mattina hanno trovato le edicole stranamente e senza alcun preavviso prive di giornali come il Corriere della Sera, la Stampa, il Fatto Quotidiano, il Sole 24 Ore e la Gazzetta dello Sport. Le spiegazioni dei giornalai cambiano a ogni edicola: “Non ce li hanno portati”, “ci sono stati problemi col corriere”, “l’editore ha cambiato distributore e ci sono stati dei disguidi”. La verità è che nemmeno loro sanno con precisione quello che è successo, e si ritrovano a essere le prime ‘vittime’ del repentino e inspiegabile cambio di guardia nella consegna di giornali e riviste distribuiti dal gruppo M-Dis: dalla società Lanza a un nuovo fornitore bolognese, il Centro Diffusione Logistica (Cdl). Un cambio a dir poco forzato e imposto agli edicolanti senza preavviso, senza garanzie e soprattutto senza che questi abbiano firmato alcun contratto.
Insomma ce n’è abbastanza da sollevare più di un dubbio tra i giornalai ferraresi e rodigini, buona parte dei quali stamattina ha rimandato al mittente i pacchi dei quotidiani. “Voglio sapere con chi ho a che fare – ci racconta un edicolante del centro storico -, altrimenti non firmo proprio nulla”. Ma cos’è accaduto di preciso? “Questa mattina invece del solito corriere della Lanza si sono presentati due signori con i pacchi delle riviste e un foglio da firmare, in cui dovevo inserire i miei dati anagrafici e relativi all’attività. Ho chiamato il nostro sindacato, che ci ha sconsigliato di accettare la merce finché non verrà fatta chiarezza. Non ce l’abbiamo con i corrieri, che fanno il loro lavoro, ma non possiamo prendere una consegna senza conoscere le condizioni che stiamo accettando”. E il vecchio fornitore, la società ferrarese Lanza? “Da quanto ci ha comunicato il sindacato, ieri Rizzoli ha interrotto il contratto per la distribuzione nelle edicole, affidandolo a un nuovo gestore con cui non abbiamo mai stipulato alcun accordo, la Cdl”.
Si tratta di ben più che una semplice questione di principio: basti pensare che molti giornalai, soprattutto quelli con le licenze più recenti, hanno depositato fidejussioni da decine di migliaia di euro nei confronti della Lanza per garantire l’investimento del fornitore in caso di cessione o fallimento dell’edicola. Uno dei giornalai che intervistiamo racconta di averne sottoscritta da 40mila euro, cifra non lontana dalla media dei suoi colleghi. “E ora dove finisce la mia fidejussione? Mi verrà restituita? È ancora valida con il nuovo gestore? Quanto mi spetta di margine con questo nuovo distributore? Nessuno sa rispondermi, sono tutti caduti dalle nuvole. Possibile che nessuno fosse stato informato di quello che stava succedendo?”. Voci di corridoio segnalano che anche gli stessi dipendenti della Lanza si siano trovati spiazzati quando questa mattina, alle prime luci dell’alba, non hanno trovato i quotidiani da impacchettare. “Da quanto ho saputo – ci confida un altro giornalaio – questa mattina alla Lanza avevano già preparato le bolle di consegna, ma poi non sono arrivati i giornali in magazzino”.
Il sindacato Sinegi da questa mattina è stato tempestato di telefonate: soltanto lunedì aveva inviato agli edicolanti ferraresi e rodigini una lettera in cui riferiva di “alcuni colleghi contattati da “trasportatori” o che si sono presentati come tali” che “comunicavano di portare, a partire da questa settimana, i quotidiani della Mdis”, e che “nessun contatto è stato preso da chicchessia per prendere contatti e neppure direttamente con i giornalai stessi”. Il sospetto del sindacato è ben chiaro nella lettera inviata alle edicole ferraresi: potrebbe essere in atto un tentativo di aggirare gli accordi e le tutele verso le attività che sono sempre state in vigore in vigore nel vecchio contratto con Lanza, come le penali da riconoscere in caso di mancata consegna: “Vi è l’intenzione – scrive la Sinegi ai suoi associati -, magari con la scusa di controfirmare qualche bolla, di far passare come un contratto scritto una cosa assolutamente ignobile nei confronti dei giornalai. Non firmate niente, non pagate niente e se vi lasciano giù qualcosa presso la vostra edicola restituitelo intatto come l’avete ricevuto. Non abbiate timore che il collega vicino possa portarvi via il cliente: il rischio è grosso, se passa questo sistema non vi sarà più nessuna contrattazione, scontistica o rendicontazione regolamentare o regolamentata”.
Quest’ultima parte è tutt’altro che secondaria: questa mattina buona parte dei giornalai hanno rifiutato le consegne, ma la situazione potrebbe impiegare diversi giorni a essere chiarita e nel frattempo i giornalai devono poter disporre di merce da vendere. “Oggi abbiamo rifiutato tutti – ci confida un edicolante -, ma domani sono sicuro che qualcuno firmerà quel foglio e accetterà il pacco”. La prospettiva, secondo alcuni giornalai, è quella di una nuova ‘guerra tra poveri’ tra giornalai: ben pochi possono permettersi di rinunciare a circa il 40% di quotidiani e riviste e, di conseguenza, difficilmente le edicole potranno resistere a lungo prima di accettare di malavoglia le condizioni del nuovo e sconosciuto fornitore, a scapito di chi preme per una contrattazione il più possibile unitaria e condivisa. Il braccio di ferro è appena cominciato. Domani mattina, guardando le edicole, capiremo come è finito il primo round.