Nuovo episodio di criminalità nel parcheggio dell’ex Mof, dove nella mattinata del 24 marzo un residente ha trovato la propria automobile priva delle quattro ruote e poggiata su mattoni
Tentativo maldestro di fotografare la propria scheda elettorale durante il voto, ma il suono dello smartphone ha reso tutto evidente. L’episodio si è verificato ieri in un seggio della frazione ferrarese di Fossanova San Marco
Da una parte l'auto parcheggiata in divieto di sosta, dall'altra la presenza di un'anomalia, un avvallamento, sull'asfalto. Sono questi i due elementi su cui, all'udienza di ieri (lunedì 23 marzo) mattina, è stato sentito Marco Manservigi, agente della polizia locale Terre Estensi che effettuò i rilievi del sinistro stradale di via Canonici in cui - ad agosto 2023 - morì Alessio Maini
Serata movimentata quello dello scorso 21 marzo in piazza Travaglio, dove una lite tra madre e figlia è finita con un arresto e l'intervento dei carabinieri di corso Giovecca
Chi deve aver paura di una legge sulla corruzione? E, in modo analogo, chi dovrebbe temere l’introduzione del reato di tortura? È con questa domanda che l’avvocato Fabio Anselmo si ‘congeda’ dal presidente nazionale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), Stefano Paoloni, nel corso della trasmissione Aria Pulita sulla rete 7Gold. Un dibattito che ha messo ancora una volta in luce la distanza che separa chi chiede l’introduzione anche in Italia – unico paese europeo a non essersi dotato di una legislazione ad hoc – del reato di tortura dalla posizione di alcuni sindacati di polizia (Coisp e Sap in primis), secondo cui la nuova legge impedirebbe agli agenti di svolgere il proprio lavoro.
Un rischio che secondo Paoloni è dato da due motivi: il primo sta nelle tecniche operative insegnate ai poliziotti durante l’addestramento (che secondo Paoloni avrebbero provocato lo schiacciamento del torace e quindi l’infarto fatale a Federico Aldrovandi), il secondo nelle ‘sofferenze psicologiche causate alla vittima’ previste nel testo della legge, che secondo il sindacalista non sono “accertabili in maniera precisa”. E che aprirebbero la strada a migliaia di controquerele contro i poliziotti che intervengono durante le normali operazioni di ordine pubblico. Due questioni che secondo Anselmo e il direttore di Estense.com Marco Zavagli, presente in studio, non si pongono: sul primo punto Zavagli fa notare che “un video pubblicato dallo stesso Paoloni mostra che non bisogna gravare sul corpo della persona ammanettata, ma girarlo su un fianco e permettergli di respirare”. Ovvero il contrario di quanto avvenne nel caso Aldrovandi, che morì a causa della pressione delle ginocchia degli agenti sulla sua schiena. Mentre Anselmo fa notare che “non rientra nei manuali operativi neanche la rottura di due manganelli”, fatto che avvenne quella tragica notte del 2010 e che gli agenti, secondo quanto affermarono nel processo, si dimenticarono di scrivere nel verbale.
Osservazioni che non vengono accolte molto bene da Paoloni, che le vede come dettagli secondari: “Si sta buttando il dibattito sulla demagogia e sulla politica – replica il presidente del Sap -: il livello del dibattito sta entrando in quisquilie per cui servirebbe una trasmissione ad hoc”. Si passa quindi al tema dei ‘traumi psicologici’ che secondo Paoloni renderebbero impossibile il lavoro degli agenti: “Ormai è diventato una strumento di difesa quello di uscire dalla questura e controquerelare l’agente che è intervenuto. Il nostro ordinamento prevede già tutta una serie di reati che di fatto compongono la tortura: lesioni, violenza privata, ingiurie e quant’altro: norme che sono già nel nostro ordinamento e che basta applicare. Il ‘quid’ in più è la violenza psichica: se si può imputare a un agente di aver cagionato un trauma psichico, tutti miei colleghi che interverranno saranno passibili di reato di tortura. Non vogliamo avere tutele o franchigie, ma fare la nostra professione, e per questo una delle nostre richieste più forti è quella delle telecamere sulle telecamere e addosso agli operatori che impedirebbero a chi vuole intorbidire le acque di poterlo fare”.
Un ragionamento decisamente troppo generale per Anselmo, che leggendo direttamente il testo della proposta di legge spiega che “il trauma psichico deve essere ‘conseguente di minacce e azioni violente attuate con crudeltà’. È ovvio che mettere uno in carcere è un trauma psichico, ma questo non significa che tutti i poliziotti che arrestano qualcuno sono imputabili di reato di tortura. Basta leggere il testo”. Un discorso su cui Anselmo insiste anche nella chiusura del suo intervento, affermando che “non capisco perchè tutte le altre polizie europee non hanno e non hanno avuto paura del reato di tortura, è la prova è che è stato introdotto in tutti i paesi europei e in tutti i paesi civili. Mi preoccupa il fatto che la nostra polizia, o almeno alcuni sindacati, fortunatamente non la maggioranza, sono preoccupati da questa legge. Facendo un esempio diverso, e parlando di corruzione, abbiamo sentito parlare tanto della necessità di una nuova legge. Tu hai paura di una legge sulla corruzione? No. Chi è che ha paura di una legge di corruzione?”.
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