Politica
11 Settembre 2015
C'è anche la querela: "Le domande di Fabbri presentate in modo allusivo e insinuante"

L’autodenuncia di Maisto e Merli esiste davvero

di Daniele Oppo | 3 min
Da sinistra: Massimo Maisto, Simone Merli e Fabio Anselmo

Da sinistra: Massimo Maisto, Simone Merli e Fabio Anselmo

C’era chi si chiedeva se, dopo che Alan Fabbri ha paventato un possibile conflitto d’interessi per gli assessori Massimo Maisto e Simone Merli negli affidamenti del Comune alla coop Camelot, i due amministratori avessero davvero presentato l’autodenuncia e la querela nei confronti del consigliere regionale della Lega Nord.

L’autodenuncia. La risposta è affermativa. Estense.com ha potuto visionare una copia dell’esposto presentato in procura il primo settembre, firmato sia da Merli che Maisto, in cui i due si “autodenunciano” chiedendo alla magistratura di verificare la correttezza del loro operato e, contestualmente, querelano Fabbri per il reato di diffamazione a mezzo stampa.

La querela per diffamazione. Le contestazioni all’esponente del Carroccio riguardano in particolare sia la modalità in cui Fabbri ha presentato alla stampa la propria interrogazione in Regione (data come già depositata ma che in realtà è stata presentata solo qualche giorno dopo e con toni più morbidi) sia, soprattutto, “il modo allusivo e insinuante” in cui domanda “se a causa delle pregresse (e in realtà mai nascoste) attività degli esponenti presso Camelot esista ‘un conflitto di interessi dell’amministrazione comunale'”. Secondo Merli e Maisto – assistiti dall’avvocato Fabio Anselmo – “la domanda è posta in modo retorico e malizioso, perché unitamente ad essa viene già proposto – a titolo di risposta – un giudizio politico e personale del tutto negativo, che presuppone proprio quel grave conflitto di interessi sul quale il comunicato finge di interrogarsi: si afferma infatti l’esistenza di un ‘poco trasparente monopolio dell’accoglienza’ e di una ‘folle e sfrenata corsa all’immigrato’ che ‘sta degenerando'”. Il tutto sarebbe, inoltre, aggravato “dal non sottile messaggio per cui entrambi avrebbero maliziosamente tentato di nascondere al pubblico e alla cittadinanza ferrarese le loro pregresse attività presso Camelot come fossero attività che pongono contra legem rispetto ai loro attuali incarichi”.

Il conflitto di interessi. Il conflitto d’interessi si traduce dal punto di vista penale nel reato di abuso d’ufficio, che esiste quando un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio violano norme di legge o di regolamento o omettono di astenersi in presenza di un interesse personale o di un prossimo congiunto, procurando in maniera intenzionale un ingiusto vantaggio patrimoniale a sé o ad altri. In soldoni, Merli e Maisto avrebbero dovuto agire con lo specifico fine di procurarsi un vantaggio patrimoniale o di procurarlo a Camelot e non nell’interesse pubblico. Una condotta specifica che, secondo gli amministratori, Fabbri avrebbe dovuto esplicitare, mentre “nessuna norma – non a caso – viene indicata dai redattori del comunicato stampa come la fonte giuridica di quel denigrante conflitto di interessi che viene offerto al pubblico”.

Il ‘reale’ messaggio di Fabbri. Nella querela si legge che “appare evidente che il messaggio che si è voluto indirizzare e che è percepibile dall’uomo medio non è la domanda di natura politica sulla possibile sussistenza di conflitto di interessi dei due amministratori locali, ma è la – oggettivamente falsa – rappresentazione che tale conflitto sussista pienamente in ragione delle presunte rivelazioni al grande pubblico di attività pregresse presso Camelot che i due esponenti avrebbero tentato di nascondere, pur di perseguire fini illeciti coinvolgenti milioni di euro”.

Il curriculum di Merli e Maisto. Per chiarire meglio la propria posizione i due amministratori hanno anche allegato i propri curriculum – reperibili facilmente anche in rete, in forma estesa – in cui si evincono i rapporti pregressi con Camelot, ormai noti ma che riportiamo ancora una volta: Maisto è stato presidente di Camelot dal 2001 al 2004 quando non ricopriva incarichi amministrativi (venne nominato assessore tre anni dopo), mentre Merli ha avuto prima un contratto di collaborazione a progetto con Camelot (nella provincia di Rovigo) dal 2011 al 2012 e poi un contratto a tempo determinato concluso a giugno 2013.

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