Lettere al Direttore
22 Agosto 2015

M5S: “Camelot e la prassi degli appalti ‘ad cooperativam'”

di Ruggero Veronese | 3 min

Più di 1 mln di euro, 80 richiedenti asilo ordinari da sistemare, più otto con disagio mentale e una giunta che difende l’indifendibile: il business immigrazione sbarca anche a Ferrara e lo fa con la sfrontatezza un po “caciara”di un assessore che scopre direttamente dall’autorità per l’anticorruzione i criteri di affidamento dei servizi pubblici che, guarda un pò, devono essere assegnati per gara e non per affidamento diretto alle cooperative compiacenti.

Ritenendo non più tollerabile l’impasse generata da questa vicenda, con una mozione a firma M5S Ferrara, sottoscritta da tutte le opposizioni, sono state chieste le dimissioni dell’assessore alla sanità e servizi alla persona Chiara Sapigni sul cui operato già da tempo si addensano ombre: dai bilanci ASP, alla disastrosa gestione della sanità ferrarese, all’incapacità di dare risposte alle richieste di maggiore sicurezza in città.

S’impone a questo punto un’ urgente operazione trasparenza sulla gestione dei fondi e sui bilanci di Camelot, la cui responsabile, Anna Baldoni, minimizzando l’episodio del richiamo di Anac, ha immediatamente rivendicato alla propria cooperativa un primato di competenze e alta qualifica del lavoro svolto in questi anni, dichiarandosi pronta ad affrontare in maniera “agguerritissima” il bando di selezione pubblica per l’affidamento del servizio nel 2016 che, in tempi record, l’amministrazione ha già confezionato; e a giudicare dall’ultima perla di queste ore, ossia la notizia anticipata dalla stampa che se confermata aggiungerà altri sospetti, della vittoria da parte di Camelot in quanto concorrente unica, anche del bando di Asp da 1.5 mln di euro per l’accoglienza di 400 nuovi posti, l’esito di questa prossima gara d’appalto appare più che scontato.

L’affidamento diretto di servizi e incarichi (ricordiamo il recente balletto di poltrone per la Holding Ferrara Servizi) e la costruzione di gare d’appalto “ad personam” o “ad cooperativam” è la prassi consolidata utilizzata per decenni da questa amministrazione per tessere la ragnatela di consensi indispensabile al consolidamento del potere sulla città e sul territorio. Una realtà ben nota e che ha reso Ferrara sempre più silenziosa e rassegnata, ma che il M5S denuncia da tempo.

Una forza politica seriamente e responsabilmente impegnata alla tutela del bene comune sceglie di non usare procedure che generano condizioni favorevoli al voto di scambio. Eseguirà un’attenta valutazione delle prassi esistenti al fine d’identificare quanto le stesse porgono il fianco a tutti quei fenomeni quali nepotismo, clientelismo, corrutela che notoriamente determinano un’ ingiusta distribuzione delle opportunità, sperpero di risorse materiali e disimpiego di risorse intellettive.

Un’ amministrazione seriamente impostata alla tutela del bene comune è consapevole che i finanziamenti riconosciuti direttamente all’associazionismo privato impegnato in attività di natura sociale o culturale, potrebbero comportare un’implicita sudditanza psicologica dei secondi sulla prima, pertando predispone organismi e procedure atte a prevenire il rischio di condizionamento.

Movimento 5 stelle-Ferrara

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