È stata l’associazione temporanea d’impresa (Ati) costituita dalla cooperativa Camelot e dall’Istituto Don Calabria – Città del Ragazzo ad aggiudicarsi il bando indetto dal Comune per la “co progettazione e la gestione di azioni di sistema per l’accoglienza, la tutela e l’integrazione socio educativa rivolte a minori stranieri non accompagnati, anche richiedenti asilo e rifugiati, nel quadro dell’aumento della disponibilità di posti del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Msna) per il biennio 2015/2016”.
L’Ati Camelot-Città del Ragazzo è stata l’unica a presentare una proposta entro il termine finale dell’8 luglio (che costituisce una proroga di quello iniziale fissato per il 30 giugno).
Insieme hanno superato la selezione comparativa indetta lo scorso 15 giugno tramite la quale il Comune si era preposto di individuare un soggetto del Terzo Settore in grado di gestire il progetto candidato al bando del Ministero degli Interni “per accedere ai finanziamenti del Fondo Nazionale per le Politiche ed i Servizi dell’Asilo (Fnpsa), con una quota di co-finanziamento a carico del Comune; i progetti finanziati saranno coordinati da una struttura operativa centrale del Ministero degli Interni”.
Il progetto che il Comune di Ferrara intende candidare è rivolto ad offrire accoglienza a 18 minori stranieri non accompagnati (ovvero bambini soli, senza genitori o adulti che ne siano tutori o affidatari), richiedenti asilo e non, di cui 6 già presenti in accoglienza sul territorio comunale.
L’importo complessivo stimato del progetto – si legge nel testo del bando – sarà di circa 291.600 euro su base annuale, “incrementabili fino a un massimo del 20% da utilizzare per attività di supporto trasversale al progetto”. Questo si traduce nel “riconoscimento di una quota di 45 euro pro die pro capite”, oltre all’incremento già citato del 20% per le attività di supporto trasversale. L’importo a base di gara (per 18 mesi) tiene però presente che è prevista la facoltà di rinnovo del contratto fino a massimo due anni, dunque il valore complessivo presunto dell’appalto comprensivo degli eventuali rinnovi è stimato in 1.020.600 euro.
Sempre a proposito di finanziamento, la delibera di giunta – peraltro adottata il 16 giugno, un giorno dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico – con la quale si è scelto di partecipare al bando ministeriale sottolinea come il cofinanziamento obbligatorio debba essere “non inferiore al 20% del costo complessivo della proposta progettuale” e potrà essere apportato sia dall’Ente locale (il Comune) che dall’ente gestore (l’Ati in questo caso) che, sempre stando alla delibera, “il Comune di Ferrara intende sollecitare” per “l’apporto di una quota di cofinanziamento”. In ogni caso, “per quanto riguarda la necessità o l’opportunità di integrare ulteriormente la percentuale di cofinanziamento obbligatorio, questo Comune vi provvederà mediante la valorizzazione delle spese del personale che sarà impegnato nelle attività e funzioni di programmazione, indirizzo, coordinamento, progettazione”.
Una volta che il ministero dell’Interno avrà approvato il progetto stesso, tra Comune di Ferrara e Ati sarà stipulata un’apposita convenzione “per disciplinare la realizzazione, gestione ed erogazione dei servizi sopra elencati e i rapporti di carattere organizzativo ed economico”.