Mar 14 Lug 2015 - 653 visite
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Mercato in centro, ok allo spostamento “ma dialogo aperto”

Serra: "Continuerà ad esserci confronto con i commercianti"

IMG_0788La delibera che sposta a partire dal prossimo anno il mercato del venerdì in piazza Trento-Trieste, approvata nei giorni scorsi dalla Giunta, è passata dopo un dibattito acceso anche in Consiglio comunale.

I termini nel nuovo regolamento non cambiano rispetto a quanto già preannunciato ormai una settimana fa, ma ci sono delle aperture di carattere politico affinché prosegue il confronto tra amministrazione e venditori ambulanti alla ricerca di una soluzione soddisfacente per tutti.

“Da un punto di vista politico – ha spiegato l’assessore Roberto Serra presentando la delibera ai consiglieri – sono stati portati due emendamenti di giunta per dare un segnale di disponibilità ulteriore agli operatori. Non vi è alcuna preclusione a rivedere l’attuale posizione, purché una formale proposta condivisa con l’amministrazione”. L’apertura c’è ma non è totale perché gli ambulanti dovranno comune riuscire a soddisfare le garanzie chieste dal Comune per poter tornare nella piazza principale della città. “Il dialogo c’è stato, c’è e continuerà ad esserci – ha proseguito Serra -, ma attualmente le distanze sono talmente rilevanti che non è stato possibile avviare un percorso diverso da quello illustrato”.

La delibera lascia un certo margine ai commercianti: qualora gli operatori, minimo 25, rinunciassero alla presenza dei furgoni in favore di una struttura da concordare con l’Amministrazione comunale e la Sovrintendenza, con le modalità previste dall’Amministrazione stessa, ne verrà autorizzata la permanenza o il progressivo rientro in piazza Trento Trieste.

L’opposizione, soprattutto Francesco Rendine (Gol), Paolo Spath (Fdi) e Giovanni Cavicchi (Lega Nord) hanno contestato la scelta della giunta asserendo, in sostanza, che l’assenza del mercato contribuisca a svuotare il centro. Rendine in particolare è stato il più duro nell’attaccare l’amministrazione: “Avete sbagliato a fare la pavimentazione, – ha affermato riferendosi ai problemi dovuti alle perdite di olio da parte dei furgoni denunciate dall’assessore – e gli errori li volete far pagare a chi esercita l’attività lì. Ancora una volta gli errori del Pd li paga il cittadino”.

Vittorio Anselmi – che ha confermato, come da campagna elettorale, di essere favorevole allo spostamento in piazza Travaglio e corso Porta Reno – ha votato contro la delibera ritenendola non sufficiente soprattutto per via di una mancanza di programmazione sul futuro del centro storico, tema quest’ultimo su cui si è espresso in maniera più ampia anche Leonardo Fiorentini (Sel), comunque favorevole al trasloco.

Prima del capogruppo forzista era intervenuto Luigi Vitellio del Pd che ha criticato la posizione assunta “da una parte dell’opposizione che ha deciso di sostituirsi a un sindacato senza dare merito ai commercianti e venendo meno al proprio mandato elettorale”. Si è poi rivolto direttamente ai rappresentanti degli ambulanti presenti nella sala del Consiglio: “Noi vogliamo rendere questa città più bella, non desertificarla, perché un turista in più che viene può essere un potenziale cliente anche per i commercianti, non vogliamo smantellare niente. Un mercato più bello e una dislocazione più bella pensiamo sia meglio per tutti quanti. Se ci chiedete di fare un passo indietro troverete porte chiuse – conclude Vitellio, sempre rivolto agli astanti -, se ci chiedete di fare due passi avanti troverete sempre porte aperte, perché è fondamentale capire che anche il mercato è una prospettiva per il futuro. La nostra volontà è costruire il mercato insieme, trovando anche finanziamenti per i commercianti”.

A votare contro al M5S che nell’intervento del consigliere Claudio Fochi ha rilevato che lo spostamento possa comportare dei problemi di tipo economico per gli ambulanti e che l’eventuale reingresso in piazza sia ‘costoso’ dal punto di vista ambientale per via dei troppi viaggi (almeno quattro tratte) che i furgoni dovrebbero fare. Da notare che il gruppo, votando contro la delibera, si è espresso in maniera difforme rispetto al risultato del sondaggio promosso nel meetup dove, su venti votanti totali, il 55% (11) si sono dichiarati favorevoli allo spostamento. Il campione, probabilmente, avendo ridottissime dimensioni e differenze assolute molto contenute, non è stato ritenuto sufficientemente rappresentativo.

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