Economia e Lavoro
19 Giugno 2015
In arrivo 300 contratti a tempo indeterminato e 30 nuovi dipendenti. Uliano (Fim): "Operazione facilitata dal governo. Infondato l'allarmismo della Fiom"

Vm, tempo di assunzioni. Cisl: “Merito degli accordi sindacali”

di Ruggero Veronese | 3 min

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Ferdinando Uliano (Fim -Cisl)  con la segretaria provinciale Cisl Sandra Rizzo e alcuni dipendenti Vm

Ferdinando Uliano (Fim -Cisl) con la segretaria provinciale Cisl Sandra Rizzo e alcuni dipendenti Vm

Cento. Si respira aria di ottimismo tra i dipendenti della Vm Motori, lo stabilimento centese del gruppo Fca (Fiat Chrysler Automobiles) che durante l’estate assumerà 30 nuovi dipendenti, mentre 300 lavoratori attualmente iterinali o a tempo determinato vedranno i propri contratti stabilizzarsi in assunzioni a tempo indeterminato. Un’operazione che rientra nel piano nazionale lanciato dal gruppo industriale guidato da Sergio Marchionne, che nei prossimi mesi assumerà circa 1.500 persone nelle varie sedi italiane e che ha scommesso sui motori dello stabilimento centese per equipaggiare due nuovi modelli di auto dalle alte aspettative di mercato: la nuova Alfa Romeo Giulietta e il prossimo suv marcato Chrysler.

Questioni di cui si è parlato anche durante l’assemblea dei dipendenti di questa mattina, dove il segretario nazionale della Fim -Cisl, Ferdinando Uliano, ha aggiornato i lavoratori sullo stato delle trattative per quanto riguarda nuove assunzioni e rinnovi contrattuali. In questi mesi infatti i sindacati sono impegnati anche nella trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del gruppo Fca e Uliano si mostra ottimista sulla possibilità di ottenere sia un innalzamento salariale che alcune estensioni dei diritti sul lavoro, in particolare per quanto riguarda orari e permessi. “Oggi – afferma il segretario Fim fuori dai cancelli dello stabilimento – abbiamo spiegato ai lavoratori gli accordi che abbiamo raggiunto con Fca per il rinnovo del contratto, che va avanti da ottobre, e che consentirà una erogazione salariale superiore al passato”.

La difficoltà maggiore nella trattativa sta nel superare il criterio ‘tradizionale’ con cui vengono affrontati i rinnovi contrattuali: le variazioni dell’inflazione, che in tempo di crisi economica tende a stabilizzarsi ma senza reali benefici al potere d’acquisto dei cittadini. “Con un’inflazione pari allo 0,3% – afferma Uliano – avremmo dovuto dare in media 5 euro lordi in più al mese agli operai. L’accordo che abbiamo raggiunto mira a un incremento tra i 6mila e i 10mila euro annuali nel giro di 10 anni, con un meccanismo di verifica biennale dell’inflazione che ci consenta, se necessario, di intervenire periodicamente. È un passaggio fondamentale per dare risposte a tutti gli 86mila dipendenti in Italia del gruppo e, per quanto riguarda Vm, già in luglio gli operai riceveranno un aumento di 82 euro”.

Altro aspetto della trattativa riguarda tempi e permessi di lavoro: “Stiamo definendo alcune piccole riduzioni sugli orari – afferma Uliano -, anche per dare rispose in termini di diritti sugli orari”. In questo caso si parla di utilizzare a ore una giornata di permesso aziendale retribuito per i turnisti e di alcune aperture sui permessi straordinari che, secondo Uliano “vanno incontro alle necessità quotidiane dei dipendenti”. Ma il dato più importate a livello di occupazione riguarda il piano per le nuove assunzioni: 1.500 in Italia concentrate soprattutto su Melfi (circa un migliaio, oltre ai mille contratti precari stabilizzati dall’inizio dell’anno), mentre a Cento è già confermato l’ingresso di 30 nuovi dipendenti e la trasformazione in contratto a temo indeterminati di altre 300 posizioni. A chi va riconosciuto il merito? Uliano non nasconde un apprezzamento verso alcuni effetti del Job Act, ma specifica che “il merito va soprattutto agli accordi sindacali che abbiamo siglato in questi anni per rendere competitivi gli stabilimenti e rendere possibili gli investimenti che Vm ha programmato: un fatto che conferma quanto fossero infondati gli allarmismi della Fiom (che non ha firmato i rinnovi del contratto nazionale nel 2001, 2003, 2009, 2013 e 2014, ndr). Ma va riconosciuto che anche l’operazione del governo, che ha reso più convenienti le assunzioni a tempo indeterminato, ha facilitato questa situazione”.

E anche alcuni dipendenti fuori dallo stabilimento centese confermano il clima positivo in casa Vm: “La situazione è migliorata molto rispetto a qualche anno fa – spiegano i lavoratori -, se pensiamo che nel 2010 rischiavamo la cassa integrazione. Molti di noi non ci credevano, ma dopo l’acquisto da parte della Fiat l’azienda ha continuato a fare investimenti ed è uscita da una fase molto difficile”.

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