Portogaribaldi. Nel giorno in cui il Senato vota l’omicidio stradale, nel tribunale di Ferrara si registra probabilmente una delle ultime condanne ‘lievi’. Un 50enne del basso ferrarese è stato condannato a un anno di reclusione per l’omicidio colposo di un ciclista 73enne, investito il 3 maggio 2014 nei pressi del Portocanale e morto pochi giorni dopo per via dei traumi riportati nella caduta.
I fatti avvennero di primissima mattina, verso le 6:30, nella primavera del 2014, quando il 50enne stava percorrendo via Dei Mille dirigendosi verso il Portocanale. E, una volta arrivato alla rotonda, accadde l’impensabile: appena ripartito dallo stop il guidatore, secondo quanto riferito ieri mattina in tribunale, sentì di essere stato speronato sul fianco sinistro e si accorse del ciclista a terra. Ad aver la peggio era stato infatti un 73enne del posto, che cadendo sbattè con forza la testa riportando un grave trauma cranico. Il conducente scese dall’auto e chiamò i soccorsi, aiutando il ciclista a sedersi. Fu solo tre giorni dopo l’incidente che le condizioni del 73enne, ricoverato all’ospedale di Lagosanto, si aggravarono in maniera irreversibile, decretando la morte dell’uomo. Una tragedia che secondo il medico legale era direttamente collegata all’incidente di pochi giorni prima.
Il 50enne, difeso dall’avvocato Silvio Rizzetto, ha sostenuto la propria innocenza, riferendo ai giudici alcune dinamiche un po’ particolari dell’incidente, prima tra tutti la mancanza di visibilità dovuta ad alcune auto posteggiate attorno alla rotonda e il fatto che lo sfortunato ciclista avrebbe imboccato la rotonda in contromarcia, come dimostrerebbe l’impatto avvenuto sulla fiancata sinistra dell’automobile. Un punto difficile da dimostrare secondo la difesa, secondo cui la bicicletta fu spostata negli istanti dei primi soccorsi e questo fatto potrebbe aver ingannato gli inquirenti nella ricostruzione dell’incidente.
Al termine del rito abbreviato di fronte al gup, il pm Nicola Proto ha chiesto una condanna di un anno e quattro mesi per l’indagato, ridotta a un anno da parte del giudice. Un giudizio che andrà incontro con ogni probabilità a un ricorso in appello da parte della difesa: “Prendiamo atto e rispettiamo la sentenza – commenta l’avvocato Rizzetto -, però aspettiamo le motivazioni tra 90 giorni e preannunciamo un appello, visto che secondo noi i fatti presentano peculiarità che non sonos tate prese in esame e le indagini sono state un po’ lacunose”. Tra gli elementi su cui punta la difesa vi è anche il fatto che i parenti della vittima, già risarciti privatamente dall’assicurazione, hanno scelto di non rivalersi sul 50enne, rinunciando quindi a costituirsi contro di lui come parte civile.