Una distesa esterna da 90mila euro, cinque mesi di lavoro e un’impresa con 14 dipendenti. Sono questi i numeri del ristorante Fuoriporta di via Caldirolo, raggiunto negli ultimi giorni da un’inaspettata ordinanza di demolizione della struttura all’aperto da parte Sportello Unico Edilizia per via di un abuso edilizio. Inaspettata perchè, come spiega il gestore Thomas Banzi (titolare assieme al socio Massimiliano Martinelli), “abbiamo seguito tutte le indicazioni degli uffici comunali e i tecnici ci hanno sempre detto che le procedure erano corrette. Ma ora che abbiamo investito i nostri capitali personali, vista la difficoltà di ottenere credito dalle banche, rischiamo di dover demolire tutta l’installazione esterna per via di quello che si è rivelato un abuso edilizio”.
La storia necessita di qualche chiarimento, dal momento un abuso rappresenta un’irregolarità e come tale va trattata. Ma la vicenda di Banzi e Martinelli descrive molto bene il continuo braccio di ferro tra il ‘mondo ideale’ della burocrazia e i bisogni reali, le necessità e le tempistiche ristrette delle imprese private. Al punto che il caso ha già sollevato un’interrogazione consigliare di Paolo Spath (Fratelli D’Italia) per chiedere al Comune di trovare una soluzione che non penalizzi l’attività. Tutto comincia all’indomani dell’inaugurazione, il 7 gennaio scorso, quando i titolari cominciano a rivolgersi agli uffici comunali riguardo la possibilità di creare una distesa esterna al locale, in modo da ampliare il giro di affari dell’attività e riqualificare il piazzale ex Zenith, poco frequentato quando gli uffici del Cna non sono aperti: “Quando siamo arrivati l’inverno scorso – spiega Banzi – alla sera si vedevano anche le siringhe in terra, ma abbiamo fatto il possibile per ‘bonificare’ la zona. I residenti attorno sono stati molto contenti e infatti hanno subito appoggiato l’idea di una distesa sulla piazza”.
C’è però un unico problema, e non da poco: la superficie dove sorge la struttura è condominiale ma su di essa pende un impegno di acquisto da parte del Comune. Quindi chi dovrà concedere lo spazio e autorizzare la distesa? Banzi e Martinelli, per sicurezza, percorrono tutte le strade rivolgendosi sia all’assemblea dei condomini – che approva l’idea -, sia ai tecnici comunali dello sportello per l’edilizia, che pur non rilasciando un’autorizzazione immediata informano i due imprenditori dei parametri da rispettare: metratura, altezza, materiali da utilizzare e così via. In modo da consentir loro di predisporre un progetto sostenibile e un business plan per supportare il nuovo investimento. Rassicurazioni che convincono i proprietari del Fuori Porta a investire nel locale e ad ampliare il parco personale, arrivando a 14 tra cuochi e camerieri, e a far partire in febbraio i lavori.
I due imprenditori sono sicuri di riuscire a sbloccare la situazione anche dal punto di vista urbanistico, ma dopo qualche mese invece di arrivare il permesso tanto atteso si vedono recapitare un’ordinanza di demolizione: la distesa è un abuso edilizio. “Il nostro unico errore è stato quello di portarci avanti con i lavori – riconosce Banzi -, visto che non avevamo indicazioni sulle tempistiche del passaggio di proprietà dal condominio al Comune. È vero che non avevamo ancora ricevuto un’autorizzazione scritta, ma durante tutti gli incontri con i tecnici ci è stato detto che il progetto andava bene. Ora, dopo l’ordinanza di demolizione di tutta la distesa, rischiamo di dimezzare gli introiti e di dover chiudere tutta l’attività”.
I due soci incontreranno nuovamente i tecnici comunali nel corso della prossima settimana, per cercare di trovare una soluzione che non metta a repentaglio investimento e posti di lavoro. Nel frattempo è Paolo Spath (FdI) a portare in consiglio comunale la vicenda, spiegando nella propria interpellanza che “l’istallazione è stata eseguita seguendo in massima parte gli accordi, le indicazioni, le autorizzazioni fornite dagli Uffici Tecnici del Comune di Ferrara, utilizzando inoltre i materiali indicati” e che “l’ampliamento del locale è stata autorizzato anche con parere positivo da parte di tutte le assemblee condominiali che insistono sulla piazzetta”, anche se “l’amministrazione comunale nell’ultimo periodo avrebbe fatto un repentino passo indietro rispetto alla disponibilità accordata nella fase progettuale ed esecutiva del dehor, inviando ripetuti controlli, sollevando cavilli burocratici e arrivando, pare, a minacciare la chiusura e la rimozione della struttura stessa”. Da qui la richieste di “individuare soluzioni condivise che possano andare concretamente incontro a questi giovani imprenditori che hanno scelto di investire, creare occupazione e arricchire l’offerta turistica della nostra città”, alla luce del fatto che “un’amministrazione locale oculata dovrebbe adoperarsi con tutti gli strumenti a propria disposizione per favorire e promuovere le attività imprenditoriali, soprattutto gli investimenti effettuati da chi sceglie di vivere e radicarsi su questo territorio con una prospettiva a lungo termine”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com