Economia e Lavoro
21 Aprile 2015
Il consigliere in seguito a riforme governative e protocolli d'intesa: "Gruppi stranieri potranno controllare gli istituti con quote modeste"

L’allarme di Mattarelli: “Cento potrebbe perdere le banche”

di Ruggero Veronese | 3 min
mattarelli-marco

Marco Mattarelli

Cento. “Cento potrebbe perdere l’autonomia delle sue banche”: a lanciare l’allarme è il consigliere comunale Marco Mattarelli del gruppo “Noi che…”, preoccupato dalle conseguenze che la nuova riforma del governo Renzi potrebbe avere sulle banche popolari del centese: Caricento e Baca Centro Emilia. Il provvedimento infatti obbliga gli istituti popolari con utili superiori agli otto miliardi di euro a trasformarsi in Spa. Un cambiamento che peserebbe soprattutto a livello di governance interna, visto che nelle assemblee dei soci non varrà più il principio ‘una testa un voto’, ma ogni azionista peserà in rapporto al proprio capitale investito. E il rischio, secondo Mattarelli, è che “le banche, da cooperative quali, sono, passino in mano a gruppi finanziari, anche stranieri, che con artifici societari riescano a controllare le banche con una percentuale modesta di capitale”.

Questa trasformazione, occorre sottolineare,  solo facoltativa per Caricento o Banca Centro Emilia, visto che l’obbligo coinvolge solo i dieci istituti con utili superiori a 8 miliardi: Banco Popolare, Ubi Banca, Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper), Banca Popolare di Milano (Bpm), Banca Popolare di Vicenza, Vento Banca, Banca popolare di Sondrio, Credito Valtellinese (Creval), Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio e Banca Popolare di Bari. Ma il rischio di togliere al territorio il controllo sulle banche è secondo Mattarelli ancora più concreto dopo l’accordo sottoscritto poche settimane fa tra il Ministero delle Finanze e l’Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio, a cui aderisce anche Caricento), che obbliga le fondazioni a scendere sotto il 30% del patrimonio investito nella banca originaria.

Il consigliere comunale proporrà quindi un ordine del giorno per sollevare il dibattito in tutto il territorio, spiegando a investitori privati, enti pubblici, associazioni di categoria e – ovviamente – le fondazioni stesse i rischi che potrebbero celarsi dietro la cessione di azioni. “La città di Cento – afferma Mattarelli – è l’unica in Italia ad avere due banche ancora autonome con sede, direzione e amministrazione in città. Sono un patrimonio da difendere. Il quadro normativo di riferimento del settore, sulla spinta delle modifiche legislative introdotte dal governo e dalle autorità monetarie, obbligherà le nostre due banche a prendere delle decisioni e anche la fondazione Caasa di Risparmio di Cento, proprietaria per il 67% delle azioni della Caricento Spa, dovrà adeguarsi. La Bcc di Corporeno sarà coinvolta nel processo di autoriforma della categoria. Centro potrebbe perdere l’autonomia delle sue banche”.

Nell’ordine del giorno proposto da Mattarelli si legge che “il consiglio fa appello a tutte le forze imprenditoriali del territorio, alle associazioni di categoria, ai privati, alla fondazione Caricento, alla Banca Centro Emilia, affinchè si ricerchino le soluzioni più idonee al mantenimento della autonomia delle nostre aziende di credito. Anche per il tramite di accordi di capitale, acquisto di pacchetti azionari, mobilitazione di capitali presenti in città, al fine di dare al nostro territorio il dovuto peso economico finanziario giustificato dalla presenza delle nostre banche locali”.

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