“Soddisfazione e rasseneramento”. Il sindaco Tiziano Tagliani commenta positivamente l’esito del processo di primo grado sugli appalti di Cona, conclusosi in mattinata con la completa assoluzione per tutti i 12 imputati (ad esclusione di sei mesi di condanna per l’ex collaudatore Benedetti per un’imputazione minore) e si augura che la decisione del tribunale possa mettere fine alle polemiche che ruotano attorno al nuovo nosocomio.
“Esprimo soddisfazione – afferma il sindaco – per l’esito della sentenza di primo grado chiarificatrice sulle modalità di realizzazione del nuovo polo ospedaliero di Cona. L’auspicio a questo punto è che l’ospedale possa continuare sul percorso già avviato di qualificazione quale polo di eccellenza sia per il sistema sanitario locale che nel contesto regionale e sovra regionale”.
“È stato un bene riporre fiducia nell’attività della magistratura, consentendoci di chiarire aspetti che hanno preoccupato cittadini e amministrazioni. In questo modo – è il ragionamento di Tagliani – si è potuta fare massima chiarezza su una vicenda complessa e, soprattutto, in questo modo si riconsegna alla comunità una struttura essenziale, efficiente e moderna, chiamata a migliorare ogni giorno le proprie strutture di servizio”.
Tagliani conclude il proprio commento con la propria ‘riabilitazione’ degli imputati assolti: “Anche sul piano personale l’assoluzione dei professionisti ferraresi che collaborano con l’amministrazione (il riferimento è in particolare a Fulvio Rossi, ingegnere capo del Comune di Ferrara, ndr) è motivo di rasserenamento per tutti”.
Di tutt’altro avviso il parere di Raffaella Sensoli, consigliere regionale del M5S in Regione: “Anche se noi siamo abituati a rispettare le sentenze, crediamo che le responsabilità politiche su Cona siano talmente tanto evidenti che nessuna verità giuridica uscita da un’aula di tribunale possa riabilitare uno dei più grandi scandali che ha riguardato la nostra sanità regionale. Oggi la giustizia è arrivata a mettere un primo tassello per quel che riguarda le responsabilità penali su quanto avvenuto nella costruzione del nuovo ospedale”.
“Aspetto che deve essere rispettato, ovviamente – spiega la consigliera del M5S, vicepresidente della Commissione Sanità dell’Assembla legislativa –. Detto ciò però non possiamo ignorare un dato inconfutabile, ovvero che quella struttura è stata pensata male e realizzata ancora peggio, visto i continui disservizi che negli anni si sono succeduti. Una cattedrale nel deserto che la politica, visto i costi enormi che ha generato, ha dovuto per forza di cose cercare di legittimare, attuando uno scientifico depotenziamento delle rete sanitaria dei piccoli ospedali, a partire da quello di Comacchio. Fin dalla sua apertura Cona ha rappresentato più un disagio che un vantaggio per gli utenti, senza contare le condizioni fatiscenti di alcuni locali che solo qualche settimana fa ho avuto modo di vedere in prima persona durante un sopralluogo. Per questo anche se la sentenza del processo ha chiuso la vicenda giudiziaria, in attesa di eventuali altri gradi di giudizio, dal punto di vista politico la partita resta ancora aperta”.
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