
Gli attivisti Stop Or-Me nelle Valli del Mezzano durante un’iniziativa di protesta
Neanche il tempo di inviare la lettera a tutti i deputati del Parlamento italiano, che la richiesta del Coordinamento Stop Or-Me è stata colta direttamente dal Governo. Questo almeno quanto traspare dal Def (Documento di Economia e Finanza) presentato ieri pomeriggio dal premier Matteo Renzi, in cui il numero delle grandi opere previste dalla ‘legge obiettivo’ (443/2001) è passato da 419 a 49, con costi che calano da 383 a 80 miliardi di euro. E nella lista delle opere ‘superstiti’ non compare più la nuova autostrada Orte-Mestre, da tempo definita dagli attivisti “inutile e dannosa”, oltre che potenzialmente esposta al rischio di infiltrazioni malavitose negli appalti.
Un allarme che i membri del comitato prendono quantomai seriamente dal 16 marzo scorso, quando nell’ambito dell’inchiesta sulle grandi opere – che ha avuto come conseguenza più clamorosa le dimissioni dell’ex ministro Maurizio Lupi – la procura di Firenze ha inserito proprio la ‘Nuova Romea’ al centro del presunto ‘sistema Incalza’, dove circa il 40% del giro di soldi gestiti dall’ex dirigente del Ministero dei Lavori Pubblici sarebbe stato diretto alla nuova autostrada. Dal Governo, al momento, non vi è ancora una presa di posizione ufficiale, così come qualunque riferimento all’inchiesta in corso: per sapere se e quando la Orte-Mestre completerà il proprio iter di autorizzazioni occorrerà valutare le mosse del nuovo ministro Graziano Delrio e aspettare almeno fino a venerdì, con l’approvazione del Def da parte del Consiglio dei Ministri.
Il costo stimato dell’opera si attesta su circa 10 miliardi di euro, ma val la pena ricordare che l’infrastruttura verrebbe realizzata attraverso project financing. Questo non implica però un azzeramento della spesa per lo Stato italiano, che si troverebbe con circa 1,8 miliardi di mancati introiti per via di sgravi fiscali alle aziende coinvolte per quanto riguarda Iva, Ires e Irap. Sull’opera si è levata da tempo un alzata di scudi: sia da parte del comitato Stop Or-Me, sia in tempi più recenti da parte di gruppi politici come Movimento 5 Stelle e Sel, con l’aggiunta di alcuni singoli membri del Pd (compreso lo stesso Delrio quando era sottosegretario alla presidenza del Consiglio) che hanno espresso perplessità seppur con toni meno accesi.
Sel chiede di ritirare un’opera che giudica “completamente inutile, priva di qualsiasi valenza strategica e dall’elevatissimo impatto ambientale”, mentre Arianna Spessotto del M5S ha presentato una mozione per il blocco del progetto che prevede anche il potenziamento e la messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti, come la statale Romea e la ‘superstrada’ E-45, che coprono un tratto di territorio quasi coincidente con la Orte-Mestre. Ultima richiesta è quella di “aprire un tavolo di confronto, con le associazioni, i comitati, tutte le amministrazioni locali interessate dal tracciato e le associazioni di categoria, al fine di raccogliere debitamente le loro istanze ed individuare alternative più sostenibili dal punto di vista ambientale, economiche ed efficaci rispetto alla realizzazione della nuova autostrada, sia sul breve che sul medio-lungo periodo”.