Mar 31 Mar 2015 - 945 visite
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Trivellazioni, Pd, Sel e Fc: “Rischi più alti dei risultati”

Preoccupazione del consiglio comunale per la ricerca di idrocarburi e per il rigassificatore di Porto Levante

OLe trivellazioni sono un tipico caso in cui il gioco non vale la candela. Un’espressione che potrebbe benissimo spiegare la posizione del consiglio comunale su questa tematica: la ricerca, la coltivazione e lo sfruttamento di idrocarburi nel territorio provinciale, non valgono il rischio ambientale ed economico che queste attività possono provocare in un territorio soggetto a fenomeni di subsidenza conclamata. Così i gruppi Pd, Sel e Ferrara Concreta tornano all’attacco contro le trivellazioni, presentando un ordine del giorno sulla ripresa delle ricerche esplorative e sullo sfruttamento di idrocarburi, firmato da ben 17 consiglieri comunali.

“Con questo odg – annuncia il segretario comunale Pd Renato Finco – ribadiamo la posizione già assunta sia dal Comune di Ferrara, sia dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, di forte preoccupazione e contrarietà rispetto a queste attività. Una posizione già espressa nell’ottobre dello scorso anno – ricorda Finco – quando il consiglio comunale aveva richiesto la modifica dell’articolo 38 dello Sblocca Italia. L’articolo in questione riporta in capo ai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico il potere decisorio sulle autorizzazioni ambientali e vincola le concessioni in terra a generiche intese con le regioni interessate, esautorando di fatto la pianificazione locale e regionale, e riducendo i tempi di consultazione e di decisione sui territori”.

Se l’ordine del giorno sollecita la Regione a prendere una posizione in merito, l’invito è esteso anche per quanto riguarda il rigassificatore di Porto Levante. “Chiediamo all’Emilia Romagna di farsi portavoce in Veneto – prosegue il segretario comunale del Pd – per chiedere una modifica di queste attività che non solo producono un impatto sull’attività piscatoria della nostra provincia, ma anche sull’intero ecosistema marino dell’Alto Adriatico. Siamo fortemente preoccupati che l’infrastruttura rodigina per la ricezione, lo stoccaggio e la rigassificazione del gas naturale liquefatto – spiega Finco – comporti uno stress della fauna ittica della nostra costa, che si sta impoverendo”.

“Le politiche energetiche che vorremmo adottare sono diverse, fondate sull’utilizzo di risorse rinnovabili” dichiara il consigliere comunale di Sel Leonardo Fiorentini, secondo cui la via da seguire è quella intrapresa con il Paes, il piano d’azione per l’energia sostenibile firmato dal Patto dei Sindaci. “Andare a raschiare il barile, rischiando che cada su se stesso, per cercare un materiale ormai raro e che provoca effetti sul clima – conclude Fiorentini riferendosi all’estrazione degli idrocarburi – è antistorico”. “Il fatto che lo studio di Assomineraria e Confindustria metta in evidenza che le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi non hanno avuto né hanno alcuna relazione con gli eventi sismici – commenta a sua volta il consigliere comunale di Ferrara Concreta, Alberto Bova – non ci tranquillizza proprio per niente, anzi non affronta il problema nella giusta ottica”.

“Anche se non c’è una correlazione diretta tra trivellazioni e terremoto – chiosa Bova -, anche solo il rischio dovrebbe astenerci da continuare con questo tipo di ricerche. Lo stop alle trivellazioni è necessario per fare l’interesse della comunità e dell’ambiente ferrarese: i rischi sono infatti maggiori del risultati in un’area, quella della pianura ferrarese, caratterizzata da fenomeni di subsidenza che generano e acuiscono criticità territoriali”.

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