Lettere al Direttore
26 Marzo 2015

I Comuni non vendano la maggioranza delle azioni Hera

di Daniele Oppo | 2 min

Nei prossimi giorni, i Consigli comunali voteranno le delibere che modificano lo statuto di Hera permettendo ai proprietari pubblici (i Comuni) di scendere sotto il 51%.

2 milioni di cittadini della nostra regione, 27 milioni in tutta Italia hanno votato i referendum contro la privatizzazione dell’acqua.

Con la vendita della maggioranza delle azioni di Hera, i Comuni alzano bandiera bianca e certificano l’incapacità di gestire pubblicamente il servizio idrico, dichiarano che la comunità locale non può e non sa prendersi la responsabilità di una gestione efficiente ed efficace di un bene comune vitale come l’acqua.
Non la pensavano così i cittadini, gli amministratori che dal dopoguerra agli anni ’90 hanno costruito le aziende pubbliche municipali dei nostri territori.

Eppure oggi si liquida il patrimonio pubblico per quattro denari, le comunità in vendita.

Con la vendita al mercato finanziario della maggioranza delle azioni di Hera, si compie un passaggio decisivo, verso la definitiva privatizzazione, tornare indietro sarà sempre più difficile.

Nessun controllo, peggioramento del lavoro, bollette più salate, per garantire la rendita degli azionisti, in molti casi peggioramento del servizio.

A nulla vale la foglia di fico del mantenimento della maggioranza nel voto sociale su alcuni argomenti, senza contare nulla come negli ultimi anni, poi il processo di privatizzazione sarà compiuto.

Chiediamo ai consiglieri comunali di informarsi, di votare contro questa sciagurata decisione.
Chiediamo che si dia corso ad una ampia consultazione pubblica e partecipata, consigli comunali aperti, i cittadini che discutono, l’audizione dei sindacati e dei comitati per i consiglieri comunali, la divulgazione degli atti in discussione, oggi virtualmente sconosciuti dai più.

Chiediamo ai lavoratori di Hera, ai sindacati, alle associazioni, ai partiti, di mobilitarsi contro questa scelta.
Chiediamo al popolo dei referendum di mobilitarsi.

Noi saremo presenti in tutti i Consigli Comunali per contrastare questa decisione.

Non si modifichi lo statuto di Hera, non si rinnovi su quelle basi il patto di sindacato dei soci pubblici.
Democrazia, rispetto del voto, difesa dei beni pubblici, tornino ad essere il motivo fondante dell’amministrazione pubblica.

Comitato Acqua Pubblica Ferrara

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