Cronaca
25 Marzo 2015
L'ente tributario porta l'azienda davanti alla Cassazione per un vecchia inadempienza Irpeg

Agevolazioni ‘proibite’: braccio di ferro tra Ausl e Agenzia delle Entrate

di Ruggero Veronese | 3 min

ausl sedeSfida aperta tra Ausl e Agenzia delle Entrate: l’azienda sanitaria locale di Ferrara ha conferito l’incarico all’avvocato Angelo Osnato per opporsi al ricorso promosso presso la Commissione Tributaria Regionale dall’ente tributario italiano, che pretende il pagamento di un debito ormai ultradecennale relativo al tributo Irpeg. Tributo che secondo l’Agenzia delle Entrate fu pagato solo al 50% dall’Ausl, che avrebbe erroneamente interpretato e applicato una norma sulle agevolazioni previste per gli enti ospedalieri.

La storia si trascina ormai dal triennio 1999-2001, quando l’Ausl applicò le agevolazioni descritte nel Dpr 22/12/1986 che, “pur non escludendo la soggettività passiva ai fini dell’Irpeg”, introducevano “una previsione assoluta di non commerciabilità della entrate sanitarie istituzionali gestite direttamente dalle Unità Sanitarie Locali”, alle quali veniva garantito uno sconto del 50% dell’Irpeg. Ma, come spesso capita, la confusione normativa ha dato vita a non pochi fraintendimenti: numerose Ausl in Italia infatti hanno applicato le agevolazioni per i propri immobili, senza però distinguere tra la parte commerciale (che non avrebbe diritto agli sgravi) da quella prettamente sanitaria degli edifici.

Ne sono nate decine di ricorsi e controricorsi su tutto il territorio italiano tra aziende sanitarie e Agenzia delle Entrate, che hanno richiesto anche l’intervento della Corte di Cassazione per essere definitivamente chiarite. Per quanto riguarda il caso ferrarese, tra il 2006 e il 2008 l’Ausl ha vinto sia il primo grado di giudizio presso la Commissione Tributaria Provinciale che il ricorso in appello a Bologna, e da allora la situazione sembrava definitivamente risolta. Almeno fino al 2011, quando la Corte di Cassazione ha ‘ribaltato’ la linea seguita da vari tribunali italiani riconoscendo all’Agenzia delle Entrate il diritto a incassare quanto richiesto dalle Asl del Friuli Venezia Giulia. A cui si aggiungono – dettaglio non marginale – gli interessi di mora causati da oltre 15 anni di inadempienza al pagamento.

Un ‘colpo di scena’ che ha riportato l’Agenzia delle Entrate sul piede di guerra, con nuovi ricorsi davanti alla Cassazione diretti a varie Asl italiane. Tra le quali compare anche quella di Ferrara, che continuerà a essere seguita da Osnato (come nei primi due gradi di giudizio) per cercare di far prevalere le proprie ragioni. Tra i dirigenti di Ausl, complice anche il recente rinnovo degli organigrammi, non giungono però dati precisi relativi alle cifre in ballo, ovvero a quanto ammonterebbe il debito con l’Agenzia delle Entrate comprensivo di interessi ed eventuali penali. “Il problema – afferma l’avvocato Osnato – sta nel capire se questa agevolazione può essere applicata anche alle Asl. Nel nostro caso riteniamo di sì, perchè era rivolta esclusivamente agli ospedali della provincia. Abbiamo vinto tutti i gradi di giudizio, prima chela Cassazione ribaltasse la linea, e ora stiamo facendo ciò che è possibile per non soccombere a pesanti sanzioni”.

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