Comacchio
21 Marzo 2015
Ex Movimento 5 Stelle con le spalle al muro dopo la risposta di Fabbri a Venturi sulla questione dell'ospedale San Camillo

Comacchio nel caos: opposizione e Consulta chiedono nuove elezioni

di Ruggero Veronese | 3 min

IMG_20141015_150938676Comacchio. “Ritornare alle urne”. Non poteva essere più schematico ed esplicito il titolo della lettera giunta alle redazioni dai gruppi politici comacchiesi e dalla Consulta Popolare San Camillo. Tutti i partiti presenti nella città lagunare, ad eccezione dell’ex Movimento 5 Stelle, chiedono alla giunta e al sindaco Fabbri di fare un passo indietro e di indire nuove elezioni per l’amministrazione comacchiese. Il motivo? La lettera cita diverse “responsabilità politiche che travalicano di molto il livello locale”, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso ha un nome e un cognome: Sergio Venturi, nuovo assessore regionale alla sanità. Assessore che passerà alla storia nelle cronache comacchiesi per la sua clamorosa ‘spiegazione’ del decadimento dell’ospedale San Camillo: l’usura dovuta alla vicinanza dal mare e alla salsedine.

Una dichiarazione che ha sollevato una marea – è proprio il caso di dirlo – di reazioni indignate. A partire da quella del capogruppo regionale della Lega Nord Alan Fabbri, che l’ha definita “un insulto all’intelligenza umana”, fino a quelle degli attivisti comacchiesi. Che sembrano non aver apprezzato molto la risposta a Venturi del sindaco Marco Fabbri, ritenuta fin troppo morbida rispetto alla gravità delle dichiarazioni dell’assessore. E chiedono immediate dimissioni della giunta comunale e nuove elezioni immediate.

A lanciare l’attacco all’ex Movimento 5 Stelle comacchiese è un’alleanza talmente ampia da far davvero invidia alle ‘larghe intese’ di renziana memoria: Alternativa Democratica, Consulta Popolare San Camillo, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Il Faro, Lega Nord, L’Onda, Partito Democratico, Partito Repubblicano, Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia Libertà e Unione Democratica di Centro. “Dopo l’inganno della riqualificazione milionaria dell’Ospedale S. Camillo – scrivono nell’intervento congiunto – e la beffa del suo declassamento, ora siamo alla derisione istituzionale della Città di Comacchio. Basta! La recente affermazione del neo assessore alla sanità della nostra Regione che annovera tra i motivi principali del suddetto investimento il contrasto alla ‘brezza marina’ è di una gravità inaudita. Così dicendo si offende una intera comunità”.

Ma forse ancora più grave, secondo i politici e attivisti, è il comportamento di Fabbri (punzecchiato anche per il suo ruolo nella giunta provinciale di Tiziano Tagliani), che “non coglie il punto politico della questione e non sa trarne le logiche conseguenze, innanzitutto personalmente per i ruoli che ricopre dentro e fuori Comacchio”. Gli oppositori di Fabbri denunciano un declino “che ha dato negli ultimi tempi il peggio di sé proprio nel Delta. Per responsabilità politiche che travalicano di molto il livello locale. Ora, si è toccato veramente il fondo. E bisogna reagire subito e coralmente. Voltando radicalmente pagina innanzitutto a Comacchio che ne è di più colpita. Ponendo in soffitta quelle politiche fallimentari che da troppo tempo minano le reali vocazioni economiche della Città del Trepponti e la funzionalità ed il ruolo della sua municipalità”.

Da qui la definitiva richiesta di nuove elezioni per la città lagunare: “Il sindaco Marco Fabbri ed il gruppo consiliare di maggioranza che lo sostiene – concludono i gruppi di opposizioni – hanno sufficientemente dimostrato con il loro vacuo dirigismo di non avere assolutamente la statura per farlo. Come conclamato proprio dalla tartufesca e fuori tempo massimo replica del Sindaco a riguardo dell’ultima presa  di posizione regionale al ‘salso-iodico’ sull’ospedale di Comacchio. E solo  dopo essere stato criticato aspramente per il suo silenzio assordante dalla minoranza consiliare. Per non parlare poi dell’eccezionale mutismo genetico che affligge dall’elezione il suo gruppo consiliare. Ad entrambi si chiede ora il minimo sindacale. Che abbiano un soprassalto finale di dignità politica, dimettendosi dalle loro cariche. Per ritornare rapidamente alle urne e ridare finalmente voce  a chi deve averla: il  popolo sovrano di Comacchio”.

(articolo aggiornato il 23 marzo 2015, alle ore 18.32, in base alla replica del Movimento 5 Stelle Comacchio)

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