Politica
21 Marzo 2015
Samuele Lodi incontra gruppi e movimenti vicini al sindacato: "Usciamo dalle fabbriche e allarghiamo la partecipazione"

Fiom, a piccoli passi verso la ‘Coalizione Sociale’

di Ruggero Veronese | 3 min

ddllavorofiomIMG_3686Si muove a passi felpati la Fiom – Cgil nel seguire il progetto del segretario nazionale Maurizio Landini di dar vita a una ‘coalizione sociale’ tra le forze extraparlamentari che si oppongono al governo Renzi. Anche a Ferrara infatti il segretario provinciale Samuele Lodi ha cominciato a prendere contatti con associazioni e movimenti di cittadini vicini al sindacato, pronti a sottoscrivere la legge di iniziativa popolare per un nuovo Statuto dei Lavoratori. Ma ‘l’invasione di campo’ nel mondo della politica – ci tiene a sottolineare Lodi – si ferma a questo punto. Smentita insomma l’ipotesi – come del resto ha fatto lo stesso Landini – di un nuovo partito che possa calcare le orme della Syriza di Alexis Tsipras.

Il punto di partenza del progetto, spiega Lodi, è stata l’assemblea nazionale della Fiom a Cervia, dove i 500 delegati presenti hanno votato e approvato il progetto di Landini. “In questa fase la decisione che abbiamo preso – afferma il segretario ferrarese – è quella della cosiddetta ‘coalizione soociale’, imboccata da Landini durante la nostra ultima assemblea. A livello territoriale stiamo cercando di interloquire con quei gruppi e associazioni con cui la Cgil ha già seguito alcune battaglie comuni, come il Coordinamento per l’Acqua Pubblica e l’associazione ‘Costituzione: Via Maestra’”.

Due soggetti che lasciano ben intendere l’evoluzione del progetto Fiom: ovvero di spaziare anche al di fuori dei temi prettamente sindacali, abbracciando una visione più complessiva della società. Ma sempre, almeno in questa fase, in un’ottica extraparlamentare. “Il nostro rischio – spiega Lodi – è un po’ quello di strumentalizzare ed essere strumentalizzati sui termini. Se per politica intendiamo un volerci sostituire ai partiti o coprire il loro spazio di rappresentanza, allora non si tratta del nostro progetto. Il punto piuttosto è allargare gli spazi di partecipazione politica, uscendo dalle fabbriche e andando oltre i discorsi squisistamente lavorativi. Questo è il senso di una coalizione sociale e pensiamo che debba essere assolutamente alternativa rispetto alla visione della società pensata da questo governo, che si pone in continuità rispetto a quelli precedenti”.

E per quanto riguarda gli equilibri con le altre principali sigle sindacali? Secondo Lodi il discorso cambia molto a seconda di Cisl – più ‘filogovernativa’ per quanto riguarda la riforma del mercato del lavoro – e Uil, più vicina alle posizioni della Fiom. “In dicembre abbiamo messo in campo uno sciopero generale importante insieme alla Uil – afferma Lodi – e personalmente mi auguro che questo percorso unitario prosegua. Non so se come sindacato rientrerà nel progetto di Landini, posso solo registrare la condivisione di percorsi presente allo stato attuale. Per quanto riguarda la Cisl è chiaro che i rapporti sono molto più difficoltosi, a partire dalla loro considerazione, legittima ma distante dalla nostra, sul Job Act”. E mentre a livello territoriale continuano i contatti tra sindacato e associazioni per trovare una linea comune e raccogliere abbastanza forze da far breccia nei meccanismi parlamentari, la Fiom nazionale si prepara a radunare militanti e sedi locali per la grande manifestazione della settimana prossima. L’appuntamento è per sabato 28 marzo a Roma.

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