Scontro “fratricida” tra l’Ausl e la società Farmacie Comunali di Ferrara, che si affronteranno nelle aule del tribunale di Ferrara per regolare una spinosa questione legata a sconti e rimborsi. La posta in palio non è altissima, ma lo scontro non passa certo inosservato: secondo l’azienda partecipata del Comune estense, l’Ausl avrebbe infatti “trattenuto indebitamente” 18.114,65 euro dai rimborsi che spettavano alle farmacie.
Una situazione che tra l’altro si ripropone in maniera quasi completamente analoga anche ad Argenta, dove una società privata ha citato l’Ausl davanti al giudice di pace lamentando lo stesso tipo di trattamento.
La questione è piuttosto complessa. Tutto nasce dal decreto legge nazionale del 2009 post-terremoto dell’Abruzzo, che prevedeva un ‘maxisconto‘ in favore del Servizio Sanitario Nazionale (e quindi alle Ausl) sugli importi da versare alle farmacie convenzionate nei 12 mesi compresi tra il maggio del 2009 all’aprile 2010. In sostanza le Ausl avrebbero dovuto trattenere una quota pari all’1,4% sull’importo dei medicinali venduti in regime di convenzione, cifra che sarebbe poi stata a carico delle singole farmacie.
E qui nascono i problemi: si parla dell’1,4% sul prezzo lordo (con iva) o sul prezzo netto? Secondo l’Ausl è sufficiente leggere il testo del decreto-legge 39/2009, che all’articolo 13 recita: “il Servizio Sanitario Nazionale nel procedere alla corresponsione alle farmacie di quanto dovuto per l’erogazione di farmaci trattiene, a titolo di recupero del valore degli extra sconti praticati dalle aziende farmaceutiche nel corso dell’anno 2008, una quota pari all’1,4 per cento calcolata sull’importo al lordo delle eventuali quote di partecipazione alla spesa a carico dell’assistito e delle trattenute convenzionali e di legge”.
Un testo che sembra chiarire tutto, ma le sorprese sono sempre in agguato. Perchè non mancano i casi di tribunali che hanno dato ragione ai ricorsi condannando le Ausl di varie provincie italiane a rimborsare le quote richieste dalle farmacie. Applicando quindi il prezzo al netto. Per quale motivo? Lo spiegava il tribunale di Monza il 1° luglio scorso dopo aver disposto i pagamenti da parte dell’Ausl per “rimborsare a ciascuna delle parti attrici le somme indicate in ricorso e indebitamente trattenute”. Questo perchè, secondo il giudice, “l’iva è del tutto irrilevante ai fini dello sconto praticato dalle farmacie, il quale opera sul netto e non sull’iva e quindi è logico che, anche nei rapporti interni, la trattenuta, che deve essere rapportata allo sconto, sia considerata sul netto e non sul lordo”.
Ausl e Farmacie Comunali di Ferrara si trovano quindi su fronti opposti, a sostenere diverse argomentazioni che trovano diverse basi in giurisprudenza. E trovare un accordo, a quanto pare, è impossibile: negli ultimi giorni l’Ausl ha approvato due delibere (una per il contenzioso con Farmacie Comunali, l’altra per quanto riguarda la società di Argenta) per conferire il mandato all’avvocato Benito Magagna e sostenere in udienza le ragioni dell’azienda. Lo ‘scontro fratricida’ può iniziare.