Gli amanti del jazz hanno già drizzato le orecchie: la seconda parte della sedicesima edizione di Ferrara in Jazz è infatti ai nastri di partenza. La prima tranche si è conclusa con oltre 3mila visitatori, un successo che il Jazz Club Ferrara è pronto a replicare dal 31 gennaio al 30 aprile al Torrione San Giovanni. Il bastione rinascimentale, recentemente interessato da lavori di ristrutturazione e adeguamento alle nuove normative in materia di sicurezza e antisismica, riserva ad un pubblico trasversale ed in costante crescita conferme e novità nella prospettiva di un ampio sguardo alla musica internazionale con radici saldamente affondate nel territorio. Rinnovate le coproduzioni con Ferrara Musica e Crossroads Emilia-Romagna, e confermato il format di tre concerti settimanali (venerdì, sabato e lunedì), il secondo atto conta quindici main concerts tenuti da grandi nomi del panorama nazionale ed internazionale. Ad affiancare gli appuntamenti principali i lunedì di Happy Go Lucky Local con immancabili jam session, concerti e presentazioni discografiche dei migliori talenti del jazz italiano; e i venerdì firmati Somethin’Else che accompagnano la buona musica con l’ottima gastronomia per scoprire suoni e sapori del mondo e, in via di tutto eccezionale, di casa nostra. Inoltre prosegue la rassegna Off, realizzata da Ferrara Musica in collaborazione con Jazz Club Ferrara, che vede esibirsi sul palco del Torrione i solisti della Chamber Orchestra of Europe (9 febbraio) e della Mahler Chamber Orchestra (20 aprile), due tra le più importanti orchestre da camera d’Europa.
La sorpresa di questa edizione è “The Unreal Book”, il primo progetto didattico targato Ferrara in Jazz e realizzato in collaborazione con Endas Emilia-Romagna. Questo progetto pilota si svilupperà i primi quattro lunedì di marzo e vedrà il coinvolgimento di Piero Bittolo Bon e Alfonso Santimone, due noti musicisti del collettivo El Gallo Rojo, che insegneranno le tecniche di improvvisazione ai giovani musicisti interessati. Le lezioni saranno propedeutiche all’esibizione degli allievi in apertura delle jam session che seguono i concerti di Francesco Ponticelli Quartet (2 marzo), Francesco Diodati Yellow Squeed (9 marzo), Dan Kinzelman Hobby Horse (16 marzo) e Belonging Trio (23 marzo). “Siamo debitori al Jazz Club – commenta Franco Zoffoli, presidente Endas Emilia Romagna – perché ci ha coinvolto in un progetto a cui teniamo molto, ovvero quello della formazione di giovani artisti. Il vivace workshop sta già riscuotendo l’interesse dei ragazzi e, inoltre, grazie al sostegno di Endas, saranno assegnate tre borse di studio a giovani musicisti che si sono particolarmente distinti nelle jam session della prima parte della stagione”.

Kenny Werner Trio
Ad aprire il sipario, sabato 31 gennaio, sarà Kenny Werner: il protagonista indiscusso del pianoforte jazz moderno sin dagli anni Settanta, si esibirà in trio con Johannes Weidenmueller (contrabbasso) e Ari Hoenig (batteria) mentre il 20 marzo, i tasti avorio ed ebano cederanno il passo all’inarrestabile energia dell’organ trio di Joey DeFrancesco, uno degli organisti più apprezzati al mondo. L’atmosfera unica dei più famosi jazz club d’oltreoceano continuerà ad aleggiare tra le mura del Torrione grazie ad una serie di quartetti stellari che hanno fatto della tradizione il trampolino di lancio per il miglior modern jazz: si parte il 20 febbraio con l’Underground Quartet capitanato dal sassofonista Chris Potter per proseguire, il 28 febbraio, con il quartetto di un altro fuori classe degli ottoni, Wayne Escoffery che lascerà il palco il 7 marzo a Gary Smulyan e Jack Walrath, pronti a rendere omaggio al pianoless quartet di Chet Baker e Gerry Mulligan. Nell’intrigante dialogo tra tradizione e innovazione sono implicati protagonisti assoluti del jazz italiano come Roberto Gatto che, il 14 marzo insieme al suo collaudato trio completato da Alessandro Lanzoni al pianoforte e Matteo Bortone al contrabbasso, calcherà la scena del Torrione a fianco del sassofonista canadese Michael Blake. L’11 aprile sarà poi il travolgente pianismo di Antonio Faraò ad aprire le danze. Folklore e sonorità dell’America Latina trovano compiuta fusione nel jazz del sassofonista e compositore portoricano Miguel Zenon, che si esibirà in quartetto il 21 febbraio, per contribuire altresì al fascino ed espressività delle composizioni di Javier Girotto & Aires Tango con cui il Torrione festeggerà, il 14 febbraio, San Valentino.
Programmazione ricca anche sul versante dell’attualità jazzistica con il nuovo gruppo Heroics capitanato dal pianista statunitense Craig Taborn (7 febbraio) e con il quartetto guidato dal sassofonista Logan Richardson (25 aprile). Appuntamento irrinunciabile quello in programma il 4 aprile, quando sul palco del Torrione si esibirà l’organico tutto italiano – costituito da ben quattordici elementi – di “Camera Lirica”, originalissimo progetto ideato dal chitarrista e compositore Domenico Caliri. Di taglio contemporaneo sono anche i tre concerti in collaborazione con la kermesse Crossroads. Dà il benvenuto alla primavera, il 21 marzo, il quartetto del sassofonista Mark Turner che presenterà l’ultimo album “Lathe Of Heaven”. Il sabato successivo (28 marzo) è la volta di un altro nuovo quartetto capitanato dal chitarrista Peter Bernstein. Chiude questo imperdibile trittico, il 17 aprile, la performance del trio guidato dal pluripremiato sassofonista Steve Lehman, unanimemente riconosciuto a livello internazionale come uno dei fondamentali innovatori del linguaggio jazzistico.
“Con questo ricco e variegato palinsesto – commenta il vicesindaco Massimo Maisto – il Jazz Club estense si conferma uno dei principali poli culturali della città a livello non solo regionale ma anche nazionale. Per questi motivi è la struttura che gode del maggior finanziamento da parte dell’amministrazione (confermato il contributo comunale di 25mila, ndr), perché Ferrara deve avere l’ambizione di costruire situazioni di eccellenza che travalicano i confini estensi”. Che quella del Torrione sia un’apertura senza confini è il pensiero anche del presidente dell’associazione culturale Jazz Club Ferrara: “L’obiettivo di sempre – ricorda Andrea Firrincieli – è quello di evitare che il Torrione venga visto come luogo chiuso o di élite; al contrario dell’esclusività, il nostro Jazz Club è un luogo inclusivo e aperto, un centro di condivisione musicale diffusa per avvicinare anche i giovani a questo ambito musicale”. Tutto merito del direttore artistico Francesco Bettini che, a detta sua, ha messo in piedi “un programma più rischioso e più bello della prima parte, e quindi più complesso dal punto di vista della fruizione”. Ma il jazz, si sa, non ha bisogno di avere un punto di ‘vista’ ma di ‘orecchio’.
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