Mer 14 Gen 2015 - 1203 visite
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La Spal cambia rotta al mercato

Vagnati al lavoro per un giocatore di esperienza: Cottafava l'obiettivo primario. Intanto è ufficiale l'arrivo del giovane mediano Gerbaudo

Davide Vagnati, direttore generale della Spal

Davide Vagnati, direttore generale della Spal

Davide Vagnati si trova ad affrontare nel suo secondo anno di esperienza spallina la prima forte crisi di risultati della compagine estense. Il lungo digiuno dalla vittoria al “Mazza” (l’ultima risale a fine settembre), il cambio di allenatore prima della sosta, le due sconfitte consecutive di inizio 2015 che hanno portato la Spal ai margini della zona play-out, le prestazioni deludenti di diversi elementi della rosa: al digì biancazzurro i tifosi biancazzurri negli ultimi giorni non hanno risparmiato critiche soprattutto per le scelte di mercato estive in fase di costruzione della squadra.

Sabato, dopo l’ennesimo ko di Pontedera,  Vagnati – solitamente restio a dichiarazioni nell’immediato post partita -, non aveva risparmiato critiche ai giocatori, annunciando anche una possibile “rivoluzione” anche in funzione della finestra di mercato attualmente in corso. Martedì pomeriggio, a margine della seduta di allenamento in via Copparo, lo stesso Direttore Generale è tornato sulle esternazioni ‘toscane’, facendo anche il punto sul mercato in entrata ed in uscita. Certamente meno arrabbiato di sabato pomeriggio, ma ugualmente determinato.

La notizia del giorno è quella dell’arrivo in prestito secco dalla Juventus di Matteo Gerbaudo, terzo nuovo volto del mercato biancazzurro di gennaio dopo Zigoni e Nava. «Si tratta di un centrocampista duttile, capace di giocare nei tre ruoli del nostro attuale centrocampo ed anche come trequartista. Crediamo di aver portato a Ferrara un ragazzo che, nonostante la giovane età, può già vantare esperienze importanti e che sicuramente aggiunge gamba, dinamismo e qualità alla nostra linea mediana. Aveva tante richieste, tra queste anche il Lanciano nelle ultime ore, ma ha preferito Ferrara e ne siamo ovviamente contenti». Gerbaudo, classe 1995, cresce nel vivaio bianconero e diventa protagonista nella squadra primavera (vittoria della Coppa Italia a Napoli nel 2013, gara  in cui lo stesso giovane centrocampista viene espulso dopo una esultanza provocatoria nei confronti del pubblico del San Paolo; ndr) prima di essere girato in prestito al Vicenza la scorsa estate. In serie B poco spazio (3 presenze da inizio stagione), la Spal come occasione per essere protagonista e mettersi in luce nella seconda metà della stagione.  Già martedì pomeriggio il nuovo centrocampista ha svolto il primo allenamento con i nuovi compagni di squadra, mercoledì la presentazione ufficiale agli organi d’informazione.

Matteo Gerbaudo, 19 anni, neo centrocampista biancazzurro: qui dopo la vittoria della coppa Italia Primavera del 2013 con la maglia della Juventus

Matteo Gerbaudo, 19 anni, neo centrocampista biancazzurro: qui dopo la vittoria della coppa Italia Primavera del 2013 con la maglia della Juventus (foto dalla pagina facebook ufficiale)

Ma il mercato della Spal non termina e non potrà terminare con l’arrivo di tre giovani di ottimo prospetto come Zigoni, Nava e Gerbaudo. Anzi, la linea “verde” inizialmente adottata potrebbe essere abbandonata per l’arrivo di un giocatore (e forse anche più d’uno) ‘esperto’, capace di portare in dote alla squadra di mister Semplici quel mix di esperienza e carattere che in questo momento di grande difficoltà sembra mancare dai veterani attualmente in rosa come Gasparetto, Togni e Giani.

«Il mio confronto con i giocatori lunedì? Non mi interessa svelare i contenuti della chiacchierata, anche perchè il tempo delle chiacchiere è finito ed ora servono fatti concreti – spiega Vagnati – . Io non parlo alla stampa dopo le partite, ma non perchè cerco di ‘nascondermi’ : di solito la voce della dirigenza è quella della proprietà, la Famiglia Colombarini, e del Presidente, Walter Mattioli. In questa occasione sono andato io perchè loro non erano più allo stadio nel post gara ed ho espresso un pensiero condiviso. Io penso che sia giusto che in questo momento ci siano delle critiche, anche rivolte al sottoscritto. Siamo ad un punto dai play-out, abbiamo perso 10 partite, troppe. Oggi, a mente più fredda, posso dire che siamo convinti di avere un organico adeguato a quello che era il nostro obiettivo di inizio stagione, cioè quello di un campionato tranquillo con l’intenzione di posizionarci nella famosa ‘parte sinistra’ della classifica. In questo momento la realtà non rispecchia quelle che erano le premesse a cui avevamo pensato: ne prendiamo atto, stiamo analizzando e riflettendo come società sul rendimento della squadra. E sappiamo cosa dobbiamo fare: il vero problema sarebbe se non sapessimo dove e come mettere mano, invece le idee le abbiamo chiare e ci muoveremo in quel senso. Sono già arrivati tre nuovi giocatori e il nostro mercato non finisce qui. Non saremo passivi».

«Il mancato arrivo di Margiotta? – prosegue il digì biancazzurro – Ho letto che qualcuno ha ipotizzato di una Spal che si è lasciata ‘sfuggire’ il giocatore, quando invece la realtà dei fatti è che se avessimo voluto il ragazzo lui oggi sarebbe già qui al campo. Dopo esserci confrontati con tutte le componenti della dirigenza abbiamo invece optato per scelte diverse, anche in considerazione del nostro andamento in campionato. Che si tratti di una scelta giusta o sbagliata, questa spetta comunque a noi: solo chi prende delle decisioni può commettere sbagli o avere ottime intuizioni. I giovani sono e rimangono parte basilare del nostro progetto, ma riteniamo che siano altri gli aspetti su cui intervenire in questo momento, ed anche su richiesta precisa del sottoscritto e del Presidente Mattioli, la nostra proprietà ha deciso di compiere un ulteriore sforzo in maniera importante e trovare la ‘medicina’ giusta, dandoci la possibilità di prendere un giocatore ‘esperto’, diciamo non funzionale al minutaggio degli ‘under’. Per ora parliamo di un solo giocatore in arrivo con queste caratteristiche, poi il mercato è lungo e dura sino al 2 febbraio quindi vedremo».

Marcello Cottafava, 37enne difensore del Latina: la Spal pensa a lui comme innesto d'esperienza per uscire dalla crisi

Marcello Cottafava, 37enne difensore del Latina: la Spal pensa a lui comme innesto d’esperienza per uscire dalla crisi (foto dal sito ufficiale dell’US Latina calcio)

Il profilo è quello di un giocatore esperto, un ‘capitano’ e guida dentro e fuori il campo, un vero e proprio leader per una squadra che ha bisogno di una scossa non solo tecnica ma anche emotiva per uscire dalla crisi. E l’identikit preciso risponde al nome di Marcello Cottafava, 37enne difensore, attualmente al Latina in serie B (capitano in pectore ma poco utilizzato negli ultimi mesi). Nonostante la non più giovane età, di lui si dice un gran bene: giocatore e professionista esemplare, esperienza di lungo corso in serie A e B (Saronno, Carrarese, Lecco, Treviso, Giulianova, Lecce, Triestina e Gubbio). E, particolare non trascurabile, il rapporto di stima ed amicizia che lo lega proprio a Vaganati sin dai tempi dell’esperienza, comune, nelle giovanili della Sampdoria. «Non lo conosco bene – sorride Vagnati -. Battute a parte, è un giocatore che ha tanto da dare, valori importanti e la sua carriera parla da sola. Sappiamo che qualcosa manca in questo senso alla squadra, se si perdono 10 partite su 20 c’è poco da commentare. Ci sono giocatori che davanti ad una partita difficile da vincere, hanno la forza comunque di non perderla. A noi manca quella componente ed in una piazza come Ferrara se ti manca la capacità di gestire determinate pressioni si fa fatica e questo aspetto lo soffriamo».

Dopo Gerbaudo, nuovi arrivi in vista dunque (oltre a Cottafava non è da escludere il possibile arrivo anche di un esterno offensivo/trequartista). Già per il match di domenica contro il Savona? «Ormai le dinamiche del mercato le conoscono tutti – commenta il digì -. Le operazioni si potrebbero sbloccare in un giorno, in una settimana o aspettando fine mese. Bisogna attendere, vedere come si evolvono le cose, anche perchè molto spesso si tratta tre componenti in ballo: la squadra di appartenenza che deve sciogliere il contratto con il giocatore, e la squadra di destinazione che deve trovare l’accordo con lo stesso giocatore. Sono meccanismi l’uno dipendente dall’altro».

Infine Vagnati fa il punto sul mercato in uscita: «Capece? Me lo chiedete spesso, ma lo ribadisco: Giorgio è un giocatore importante, che quando è stato chiamato in causa ha sempre fatto ottime cose. Quindi rimane, argomento chiuso. Poi, se il giocatore dovesse venire a manifestare il desiderio di andare altrove non posso e non possiamo pensare di tenerlo controvoglia. In questo momento alla Spal non posso permettermi di tenere nessuno che non senta il senso di appartenenza a questa squadra ed ai colori biancazzurri, perchè nessuno, compreso il sottoscritto, ha meritato di essere immune da colpe e responsabilità per questa situazione. Togni e Filippini? I giocatori non sono sul mercato ed io non ho ricevuto proposte per loro. Germinale e De Cenco? Ci sono stati diversi contatti per la loro cessione, vediamo cosa succederà. I giocatori a Ferrara stanno bene, fanno parte di una società sana e seria, che paga regolarmente gli stipendi ed è logico che prima di andare altrove ci pensino due volte. Ma allo stesso tempo, se la prospettiva è quella di avere poco spazio, è anche giusto che da professionisti pensino a prendere strade diverse».

 

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